martedì, settembre 16, 2008

PER UN MILIONE DI EURO

Ha voglia la Carfagna a voler per forza ripulire questa Italietta zozza, tanto poi se una donna decide che per un milione di euro darebbe via il suo fiorellino intonso, non c’è legge che tenga.
Avete presente il film “Proposta indecente”?
Ci siamo quasi, manca Robert Redford, ma la ragazza che si dona per una bella sommetta l’abbiamo trovata: si chiama Raffaella Fico, ex concorrente dell’ultimo Grande Fratello e nota ai pochi, per la sua bellezza e per la verginità strombazzata ai 4 venti.
Forse in un fisiologico calo di popolarità, se ne è uscita con questa frase: “Non so che cosa significhi fare sesso. Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione. Se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino pazienza".
Alla fine uscirà fuori che è stata tutta una provocazione, ma mi piacerebbe che si facesse vivo lo sceicco più brutto del mondo arabo e le mettesse sul tavolo la cifra che, secondo lei, potrebbe comprare il suo prezioso gioiello.
Rimane il fatto che a casa mia questa cosa ha un nome ben preciso che non sto qui a fare apertamente.
A parte il fatto che in Australia questa genialità è stata partorita prima, ma si sa, qui da noi si scimmiotta qualsiasi cosa e la Fico doveva pur inventarsi qualcosa per farsi intervistare dal settimanale più patinato e destroide che c’è in Italia.
E secondo me ci sarà qualcuno alto mezzo centimetro, qualcuno che Valentina Vezzali ama al punto tal, da essere disposta a farsi toccare (non parlo a vanvera, QUI ho il video), che già me lo immagino lì a sfregarsi quelle manine umidicce e viscide.

domenica, settembre 14, 2008

DICHIARAZIONE D'AMORE


Ne ho parlato diverse volte e ancora ribadisco che le fiction di oggi, sarà per una questione di nostalgia, non so, non hanno il medesimo fascino di quelle degli anni 70. Sicuramente allora, e basta dare un’occhiata a qualsiasi prodotto dell’epoca, era tutto molto meno patinato. Gli attori non erano tutti piacenti, c’era spesso il protagonista bruttino e, ma questo avviene anche oggi, nella trama c’erano delle falle più che evidenti. In questi giorni mi sono riguardata “Gamma”, scenggiato cult dell 1975 che mi era rimasto impresso nella memoria nonostante avessi soltanto 9 anni la prima volta che lo vidi. La trama è molto avveniristica, parla del primo trapianto di cervello e si svolge in un ipotetico futuro. Anche se i telefoni erano ancora con la rotella, e il computer si chiamava “cervello o calcolatore elettronico” e non esisteva nessuno dei metodi di indagine che ci sono oggi. E poi, in Francia, dove si svolge la storia, c’era ancora la pena di morte mediante ghigliottina, una serie di incongruenze che nel ‘74 sembravano assolutamente plausibili.
Non vi dico il fascino che ha esercitato su di me questa storia che sul più bello si tinge di giallo. Tutto mi è apparso mirabile, anche l’assurdità del racconto e il fatto che nel futuro scritto in quegli anni, ci fossero ancora le cassettine invece dei cd, e che inspiegabilmente si usassero ancora le cabine telefoniche.
Ma è proprio questo il bello, la cosa che incolla alla poltrona e che ti fa desiderare di tornare a quei tempi, quando gli uomini portav
ano i pantaloni vita alta e un quarantenne sembrava un settantenne in pensione.
C’è tutto un mondo da scoprire e la perfezione imperfetta di “Gamma” (che vi consiglio di procurarvi voi sapete dove), sta anche nella colonna sonora. Accompagna quasi costantemente il personaggio e alla fine pensi a lui fin dalle prime note. Vivi la sua angoscia e sei partecipe al suo dramma, soprattutto grazie ad Enrico Simonetti che ha scritto questa
musica indimenticabile.
Mi dispiace solo che il soggetto e la sceneggiatura siano di Fabrizio Trecca che non amo particolarmente, ma devo ugualmente riconoscere che, a me perlomeno, ha regalato un gioellino che tengo nella mia videoteca come il più prezioso dei tesori.

sabato, settembre 13, 2008

COM'E' BUONA LA FATINA CON GLI SHORTS

Per caso mi sono imbattuta in queste immagini terribili e scandalose.
Ma non tanto per la miseria che evocano o per i volti di questi piccoli africani, bensì per la fatina buona che in shorts e orecchini a pendaglio, si presta a dar loro amorevoli cure. Sempre con un occhio rivolto verso il fotografo, naturalmente.
Ho dato una scorsa anche alle amenità che dichiara nell’articolo, ma vi sconsiglio di farlo perché sono parole dette tanto per corredare questo insieme di fotografie senza un senso logico.
Come si può credere alla sua buona fede? Come è possibile ammettere “si, l’abbiamo giudicata male. Questa ragazza è piena di sincerità e siamo noi ad aver sbagliato a pensar mal
e di lei”.
Io, lo ammetto, posso averci anche provato, ma poi trovarmela in versione crocerossina, con i pantaloncini corti e la faccia sofferente come da copione, mi fa ricredere in un battito di ciglia.
L’Africa non ha trovato in lei un prezioso aiuto, semmai è esattamente il contrario, ma il settimanale dal pettegolezzo pilotato, che ha dedicato quasi un numero intero alle sue nozze stile Lady Diana, sta provando una sorta di riabilitazione senza precedenti.
Ma lei non è capace nemmeno di recitare un fotoromanzo, l’espressione da crocerossina con gli orecchini è credibile quanto suo marito che va a cena alla festa del PD.

mercoledì, settembre 10, 2008

NON PERDONATE, SENNO' VI BACCHETTANO (se siete "Tappi" però fate tanta simpatia)


Se anch’io qualche volta sono stata così, vi prego abbattetemi. Se ho offeso in questo modo gratuito, se ho sbeffeggiato solo per il gusto di farlo, spero che qualcuno prima o poi mi meni come si deve.
Nel leggere
questo articolo, ho provato un moto di fastidio. Si racconta delle nozze di Jovanotti, ma, oltre a descrivere le solite cose, tipo, l’abito della sposa, quello dello sposo, e via tutti i vari dettagli che interessano sempre più le donne che gli uomini, si è voluto puntualizzare che qualche anno fa, lei, la moglie, lo aveva tradito pubblicamente.
Succede nelle migliori famiglie, ma qui si ironizza sul fatto che lui l’abbia perdonata e quindi sposata. Infatti, la frase originale, degna di un’artista della penna e della parola, è stata “perché Lorenzo, dice chi lo conosce, è uno bonaccione. Che fa rima anche con un'altra parola, ma tant'è”.
Eh già, perché Lorenzo è fesso, mentre la moglie di SilvioCribbio che si fa fotografare come una statua di cera per la mano a quel tappo di damigiana che gliene ha ha fatte di tutti i colori, invece è una gran donna.
Buttare fango per il solo gusto di farlo, è una cosa che mi fa schifo. In questo articolo si sputa veleno e si vomitano cattiverie, così, tanto per ridicolizzare una persona.
Ma com’è che nessuno ha criticato come si deve Donna Veronica e la sua apparizione, tipo Madonna di Lourdes, a Portofino, quando poco tempo prima tutta Italia, o almeno parte di questa, aveva quasi vomitato nel leggere le intercettazioni del suo integerrimo marito?
Jovanotti che perdona una cosa successa una v
ita fa, è un coglione, la signora invece, no.
“La Stampa”, lo ha distrutto, raccogliendo testimonianze di qualche abitante di Cortona che non lo ama particolarmente.
Posso capire l’antipatia, certamente lui, come tutti noi, non potrà certo piacere a tutti e questo è normale. La cosa che, secondo me, è stata fastidiosa, è questo scavare nel passato e riportare a galla qualcosa che non era necessario star lì a ricordare.
Allora, scusatemi se vado a parare sempre lì, ma la mano sulla puppa del tappo, com’è che se la sono dimenticata tutti?


martedì, settembre 09, 2008

NON TI SCORDAR MAI DI ME


Mi sono molto dispiaciuta quando è stata male a causa di una liposuzione finita quasi in tragedia.Sono stata contenta di vederla di nuovo in giro, sana e con l’intenzione di non farsi più tentare da quel mito inutile che è la perfezione.
Poi però, basta.
E’ tutta l’estate che me la ritrovo sui giornali: Alessandra al mare, Alessandra col fidanzato, Alessandra devota a Padre Pio, Alessandra amica dei Totti, Alessandra ritorna a vivere, Alessandra a teatro, Alessandra che gioca a pallavolo.
Non concosco appieno la carriera di Alessandra Pierelli, so solo che è stata una delle corteggiatrici, e successivamente la fidanzata (made in "Uomini e donne"), di Costantino, che ha partecipato all’Isola dei famosi e che ora si dedica prevalentemente al teatro. Non so con quali credenziali, ma ora fare teatro sembra la cosa più facile del mondo, tanto che lo ha fatto anche Alba Parietti, il che la dice piuttosto lunga.
Tuttavia, la Pierelli ora ci comunica che presto
si sposerà e che lei e il suo futuro marito vogliono tanti figli come Brad e Angelina. Non che ce ne freghi qualcosa, ma mi chiedo perché non ci dice anche quante volte evacua e che cosa mangia la mattina a colazione. Sappiamo anche che alle sue nozze ci saranno 250 invitati, tra i quali, anche i coniugi Totti, grandi amici della coppia.
Ammazza che anticipazioni, ormai Briatore e la Gregoraci sono archiviati, il matrimonio dell’anno prossimo sarà quello dei Alessandra Pierelli e Giancarlo Pantano.
Con tutto il rispetto, forse non sarà nemmeno colpa sua, però, penso io, se una persona artisticamente non sta facendo nulla, non ha una carriera strepitosa alle spalle e non ha un nome
stra-conosciuto, c’è davvero bisogno di ragguagliarci tutte le volte che si soffia il naso o si gratta la nuca?
Lei sui giornali ha parlato di tutto: ha descritto a menadito la storia della sua disavventura patita a causa di una liposuzione, non nascondendoci le sue sensazioni più personali e nemmeno le varie complicazioni che si sta ancora oggi, purtroppo, porta con se; ha raccontato della sua fede, altro argomento decisamente privato che io, da sempre, mal sopporto quando viene usato per avere titoloni sui giornali. Se credi e sei devoto, buon per te, ma è una cosa tua e non dovresti andarla a raccontare a Signorini o chi per lui.
Ormai Alessandra la conosciamo alla perfezione e per tutta l’estate le sue vacanze sono state monitorate, peggio del Grande Fratello.
Non dico di sparire nell’oblio, ma rilassarsi un attimo e vivere una vita quasi privata, visto il momento difficile che ha appena passato, forse sarebbe potuta essere una decisione alternativa.
Ma mi sa che lei non l’ha nemmeno presa in considerazione per mezzo secondo.

domenica, settembre 07, 2008

ESSERCI SEMPRE, STARE A CASA, MAI


Non so voi, ma io non sono mai andata alla fiera degli armadi a muro e nemmeno alla rassegna dei giochi da tavolo; non ho mai partecipato ad un raduno sul cachemire e nemmeno all’esposizione delle bambole di porcellana da collezione.
Mi sembra una cosa logica, non mi interesso, dunque preferisco fare altro.
Alla Mostra del Cinema di Venezia invece ci vanno tutti, anche coloro che, secondo me, si interessano alla cosa quanto io mi appassiono alla vita amorosa di Frattini.
Proprio l’altra sera a Blob ho visto l’arrivo di Simona Ventura alla Mostra. Tronfia e soddisfatta, forse perchè dopo aver partecipato al film con Massimo Boldi si è convinta di essere diventata la nuova Meryl Streep, non lo so. La faccia era gioconda e i fotografi scatenatissimi.
Altro momento da
dimenticare, è stato quando Lapo Ellkann, simpatico come un bernoccolo sulla fronte e per mano a quella mezza parente che si stropiccia da un po’, si è trovato circondato dai soliti fotografi che fra un po’ lo supplicavano di fermarsi per due scatti con la sua bella.
Niente da fare, sigaretta in bocca e faccia degna del peggior Tomas Milian, il manager ha proseguito la sua camminata come se d’innanzi a lui ci fosse il nulla.
Non un sorriso, uno sguardo all’obbiettivo, niente.
Poi,
Afef. Questa donna è ovunque, comunque e quantunque. E’ amica di mezzo pianeta e le piace anche che si sappia in giro, così il mondo intero la invidia anche per questo. Lei e il cinema avranno un rapporto, non lo nego, ma lei ha rapporti con qualsiasi cosa comporti la presenza di fotografi e telecamere, forse è un suo bisogno vitale, vallo a sapere.
Infine, c’era anche lui,
Bruno Vespa. Invitato da qualcuno, sicuramente come Lapo e Afef, ma la sua presenza proprio lì è disturbante, inopportuna e brutta da vedere.
Vada alla festa del PdL, vada a Porto Cervo, ad Arcore, a Cogne, ma perché anche dove si parla di cinema?
Va bene, me ne devo fare una ragione, questa gentaglia va dove si mangia gratis e dove qualche cineoperatore può dar loro un po' di corda. Che sia la sagra della porchetta o la la mostra del Cinema di Venezia, tutto fa brodo, non si sa mai, da cosa nasce cosa.
E proprio mentre guardavo queste immagini più ributtanti di un autopsia di CSI, ho capito che il jet-set mi fa schifo e che quasi quasi quest’inverno tengo la televisione spenta, ci sia chi ci sia.
Ecco, magari su quest’ultimo punto forse non sarò di parola, ma sappiate che sto seriamente valutando l’idea.

venerdì, settembre 05, 2008

IL NONNINO AL BACIO

Kate Moss è una tipa alternativa, ora ne sono sicura. Riesce sempre ad andare oltre, anche laddove la mente di una 20enne (all'epoca dei fatti) non si spingerebbe mai, nemmeno sotto la tortura della goccia cinese.
Si, però lei è una bella e dannata, qualcuno potrebbe dire, una persona non viene certo soprannominata così tanto per dire.
Se però si riflette un attimo, forse ci viene in mente che a 21 anni la Moss era fidanzata con Johnny Depp, motivo in più per arrampicarsi sui muri dalla gioia e riconfermare una fortuna sfacciata che molte di noi non hanno avuto nemmeno nei 30 anni a venire.
Ma lei è una ragazza strana, e ne è la prova la sua lunghissima relazione con
Pete Doherty, il quale ispira capriole e sesso sfrenato come a me ispira amore e simpatia Roberto Calderoli.
Ebbene, la ragazza in questione, sempre più folle, secondo me, ha dichiarato che il bacio più bello della sua vita è stato quello che le ha dato Frank Sinatra durante la festa per i suoi 80 anni.
Capisco Frankissimo da giovane, ma a 80 anni, può avere il bacio più magico di quello di Johnny Depp?
A una persona normale, soprattutto a 20 anni, un vecchietto che potrebbe essere tranquillamente un bisnonno, che a bruciapelo ruba un bacio (spero senza nessuna intrusione strana, altrimenti vomito solo a pensarci) e la tipa non si ribella ma ne gioisce pure, è un‘ ipotesi che proprio non
verrebbe nemmeno presa in considerazione.
Se al posto del famosissino Frank, ci fosse stato un pensionato qualsiasi, la denuncia per molestie sarebbe scattata all’istante e la repulsione non avrebbe avuto ritegno. Ma non per altro, solo che a quell’eta è impensabile trovare sexy il bacio di un uomo così in la’ con gli anni, anche se si tratta di un personaggio famosissimo.
Ma forse sta quei la differenza tra i comuni mortali e queste tipe al top del vizio: un po’ ce le raccontano, diciamo le cose come stanno, anche perché è sempre meglio fare la tara su queste esternazioni così eccessivamente postume.
Tuttavia, è anche vero che con Pete Doherty c’è andata a letto lei e quella bocca tutta marcita se l’è baciata per anni senza battere ciglio, quindi per lei tutto è possibile, anzi, di più.
Mi chiedo solo come è stato possibile avere Johnny Depp a due passi e lasciare che un vecchio bacucco ti sbaciucchi e trovare pure la cosa piacevole.
Ma io l’ho detto che la Kate Moss è una tipa strana.

mercoledì, settembre 03, 2008

LE AMICHE DELLE RAGAZZE

Niente da fare "Sex and the city" non mi appassiona, quasi quasi (anzi, senza quasi) mi intriga di più Don Matteo.
In realtà il mio prototipo di donne, le mie icone femminile, sono le ragazze de "Le Sorelle McLeod "(e tutti i loro amici mandriani, ma per altri motivi). Altre atmosfere, altre donne e soprattutto altro modo di intendere le femmine contemporanee. Che poi, parliamoci chiaro, le ragazze di Sex an the city quale ventata nuova hanno portato nelle case di noi ragazze? Forse la maniera di affrontare il sesso, ma non temo smentita se dico che io e le mie amiche, qualche anno fa, ne parlavamo quasi alla stessa maniera. C’era quella più simile a Samantha
, c’era Charlotte, c’era Carrie, e chiacchieravamo allegramente di maschiacci, anche senza essere davanti ad un insalata scondita ed un tè freddo.
Forse non svisceravamo la nostra condizione di single come fanno loro ogni tre secondi, però i nostri dibattiti li facevamo anche noi. Non avevamo ancora trent’anni, e questo particolare non va assolutamente sottovalutato. Secondo me arrivare intorno ai 40 e continuare a stabilire se Tizio a letto è meglio di Caio, mi sa un po’ di malinconico.
Le mie McLeod invece sono le donne fiere, indipendenti e coraggiose al punto tale che ogni ragazza dovrebbe eleggerle come modello di riferimento. Non portano le scarpe di Manolo Blahnik e non bevono il cosmopolitan, però sono simpatiche e battagliere anche senza saltare ogni sera su un letto diverso solo per il gusto di movimentare la vagina.

Capite bene, tutte donne a mandare avanti una fattoria con intorno il niente.
Oddio, proprio niente niente non direi, diciamo che hanno dei vicini di casa che valgono abbastanza da farmi decidere di trasferirmi in Australia, mungere le mucche e imparare ad andare a cavallo anche se soffro di vertigini.
Non ci dimentichiamo che sotto quei panni di ragazze tutte zozze e probabilmente puzzolenti di capra, battono dei cuori e delle pulsioni che quelle porcone di Sex and the city nemmeno se lo immaginano!

martedì, settembre 02, 2008

BIANCO COME UNA SALMA ALL'OBITORIO

C’è stato un periodo durante il quale Michael Jackson mi piaceva anche. Quando cantava Dirty Diana e si strappava la camicia, vedevo anche qualche sorcio verde, soprattuto perché da giovane l’uomo glabro mi piaceva sicuramente più di oggi.
Ma ancora Michael lo si poteva definire “nero”; forse non mi accorgevo che non era scuro come suo fratello
Jermaine, ma poi lo confrontavo con Latoya e vedevo che erano perfettamente identici. Naso a bottone compreso.
Un nero che diventa bianco, è qualcosa che non mi era mai capitato di vedere nella vita. Tutti hanno criticato tutti, sono state fatte le scarpe a chiunque, ma da nessuna parte qualcuno si è sdegnato per questo assurdo e ridicolo cambio di colore.
Ma, dico, pare normale decidere di cambiarsi, oltre che i connotati,anche qualcosa che per forza di cose dovrebbe essere radicato in te per ovvie ragioni?
La comunità nera avrebbe dovuto boicottare questo omino sbiancato,
come è possibile rinnegare in modo così schifoso la propria appartenenza?
Credo che lui, nel suo essere piccino piccino, si vergogni un po’ di essere nato nero; e non riesco proprio a capire un tubo di questa sua scelta, anche perché, anche se è bianco, poi vedo il suo babbo, con il solito naso a bottone, ma di un altro colore, e immediatamente mi appare lui, con i capelli a cespo d'insalata, per quei 20 anni che ha avuto la pelle color cioccolato.
Ora è pure brutto, anzi, fa proprio impressione con quel colorito da rigor mortis, dopotutto è innaturale anche da bianco, perché non esiste nessuno con quella faccia lì, con quella bocca ridisegnata da un pittore drogato e quegli occhietti tondi che sembrano finti pure quelli.
Io non compro più i suoi dischi, né li ascolto e nemmeno li vado a cercare dove sapete voi. Mettiamoci la storia dei bambini, poi questi suoi bagni nello sbiancante e quel minimo di fascino che pensavo avesse ai tempi di Dirty Diana, manco mi ricordo più che sapore aveva.

domenica, agosto 31, 2008

"PERCHE' NON ERO NEI PARAGGI QUAND' ERA ASSATANATO?" disse un giorno Sara Sidle

Sempre la solita storia, ormai non si capisce come facciano ancora a scriverlo sui giornali: anche David Duchovny è in riabilitazione per dipendenza da sesso.
Ma da quando in qua esiste ‘sta cosa? Dopo che ne ha "patito" Michael Douglas in concomitanza con l’uscita di "Basic Instinct", ecco che a scadenza varia, qualcuno scopre di soffrire di questa stravagande sindrome.
Io personalmente non è che ci creda moltissimo, anche perché, avete mai sentito un dipendente dell’Esselunga, o un impiegato della Cassa di Risparmio, curato per la medesima robaccia?
Macchè, i comuni mortali se sono sopraffatti da impulsi irresistibili, o si arrangiano per conto proprio, o pagano qualcuno a caso che si ad ogni angolo di via, oppure si attaccano al tram e sopportano in silenzio.
Una mia amica, molti anni fa, sosteneva che dopo un po’ che non faceva sesso aveva dei dolori al basso ventre, però a nessuno di noi è mai venuto in mente di ricoverarla da qualche parte, e forse abbiamo fatto male.
Non so se Duchovny è entrato troppo nella parte di Hank di "
Californication", fattostà, che, guarda caso, tutto torna e tutto coincide.
Sarà anche vero, il poveretto probabilmente non sapeva più come fare ad arginare lo svettare continuo del suo amichetto là sotto, ma la cosa mi sembra proprio degna di Hollywood e dei suoi uffici stampa.
Una furbata, ecco come la vedo io, una furbata che rende David/Hank quasi una cosa sola. Così, quando guarderemo "Californication", riusciremo poco a scindere il personaggio dall’attore e noi donne lo troveremo ancora più fustaccio sporcaccione di quanto faremmo se non si fosse, diciamo così, “ammalato” di sesso.
Comunque, diamogli il beneficio del dubbio, forse sarà vero, forse no, la cosa certa è che è una cosa tutta americana.
Ce lo vedete qui in Italia il
Commissario Montalbano che si fa curare perché non riesce a tenerlo nei pantaloni?

venerdì, agosto 29, 2008

IN PRINCIPIO ERA UN CALCIATORE

Rieccolo.
Credevamo di esserci liberati di lui e invece è tornato per deliziarci con delle esilaranti novità.
Sta facendo l’agente immobiliare ma
il cinema lo sta chiamando e lui ha tutta l’intenzione di cedere a queste irresistibili lusinghe.
Non stiamo parlando di un tronista, no no, ma di Francesco Coco.
Del calcio non ne fa menzione, ora sta seguendo i consigli di Simona Ventura e vuole studiare dizione e recitazione all'Actors Studio di New York, che ormai sembra diventato un centro d'accoglienza per artisti, o presunti tali, un po' derelitti. Perché ad una scuola italiana gli sembrava brutto, d’altra parte lui vuole avere tutte le carte in regola per sfondare a Hollywood, dove, pare, avrebbe ricevuto delle proposte interessanti.
Non me ne capacito.
A parte il fatto che mi piacerebbe guardare in faccia il fenomeno che sceglierebbe Coco anche solo per una sit-com.
Bello è bello, su questo non discuto, ma a che titolo verrebbe ingaggiato per un qualsivoglia lavoro in campo artistico?
Mai dire mai, lo spettacolo di oggi non è che stia tanto a guardare il pelo nell’uovo, però Coco mi sembra un personaggio che non tira più, ormai il suo tempo lo ha fatto.
Ma lui ci crede e la Simona gli da man forte, non riesco a capire se per affetto vero o solo per il gusto di vederlo sprofondare nel fango.
Ai posteri l’ardua sentenza, lui dichiara che “nel cuore ha lo spettacolo", come se dovesse partecipare ad Amici e stesse per fare l’esame di sbarramento.
Per anni però ha fatto il calciatore, non si capisce se, se ne è dimenticato o se queste rivelazioni gliele ha consigliate la Ventura durante una serata bizzarra in un localino milanese di quelli che frequentano loro.
Ma forse il pallone è roba vecchia, ora nella testa di Coco c’è Hollywood, altro che lo Stadio Meazza.

mercoledì, agosto 27, 2008

SARA' MEGLIO CONTROLLARE SOTTO IL LETTO..


Avere paura sul divano di casa, guardando la televisione, è un piacere che, specialmente da ragazzi, non ha prezzo. Vuoi mettere una serata con gli amici e il film più splatter della storia dello splatter?
Da ragazzina mi divertivano molto, soprattutto quelle pellicole tipicamente anni 80 con il gruppo di amici che trascorre le vacanze nel capanno sul lago, poi arriva il serial killer con l’accetta e li scotenna tutti uno per uno.
Oggi queste cose non mi piacciono più, la paura vera ha un altro sapore e in questo ultimo periodo l’unico film che un po’ mi ha attorcigliato sul divano e stato “Wolf Creek”, e pochi altri, tutti datati.
Negli anni 70, quando arrivavo forse a 10 anni, in tv passò uno sceneggiato dal titolo “Albert e l’uomo nero”. A quei tempi non c’era tutta questa protezione nei confronti dei bambini, c’erano 2 canali e i miei genitori non mi mandavano a letto dopo Carosello, ma mi lasciavano vedere la tv con loro e mia nonna. Era un momento bellissimo, tutti sul divano a goderci le poche cose che la Rai ci concedeva.
Questo sceneggiato, nel quale non si vedono sgozzamenti e nemmeno coltellacci volanti, ha rappresentato per me la vera paura.
Ero piccola e seguivo la storia di questo bambino, come se al suo posto ci fossi io. Il suo terrore era anche il mio, ma non lo manifestavo apertamente perché mi intrigava e non volevo perdermi nemmeno una puntata.
Rivedendolo oggi, indipendente dalla storia, le solite scene che allora mi paralizzavano appiccicata alla mamma, mi fa
nno quasi lo stesso effetto.
Ecco, il terrore che ti incolla al divano per me è questo. La musica giusta, un bambino nel letto e una figura nera che si aggira per casa: l’incubo di tutti noi che si palesa sul video.
Ed è proprio la colonna sonora la cosa che a me personalmente fa venire i brividi.
“Profondo rosso” è insuperabile, questo è sicuro, ma nel suo piccolo anche “Albert e l’uomo nero” riesce a portarti nella dimensione della paura, diciamo così, sana.
Quella che ti fa andare in bagno rigorosamente in compagnia, e che ti fa accendere tutte le luci anche solo per bere un bicchier d’acqua.
Date un’occhiata al video qui sotto e ditemi se sono io la fifona o se anche per voi la colonna sonora, il bianco e nero e quel tipo che viaggia per casa, non vi fanno venire voglia di guardare sotto il letto prima di andare a dormire.


martedì, agosto 26, 2008

RICCHEZZA = SCHIFEZZA


Ci siamo arrivati. Ora anche la Santanchè vorrebbe darci ad intendere che la ricchezza ha stufato, che il Billionaire dovrebbe chiudere e che Porto Cervo è stato rovinato dai ricchi e cafoni che ne hanno fatto il loro posto di vacanza preferito ed esclusivo.
E più che altro noi ci dovremmo credere. Si, come no, lei sostiene che molte persone non arrivano a fine mese e vedere tutta quell’esibizione di denaro la mente in imbarazzo. Pensate che la sua Aston Martin non la tira più nemmeno fuori dal garage!
Ma veramente queste battute da insolazione qualcuno pensa che ce le possiamo bere senza battere ciglio?
La signora
Santanchè è scesa dallo yacht dei miliardari per cercare di ingraziarsi qualche simpatia in più, hai visto mai che l’operaio della Breda si accorge che la ricchezza è uguale a schifezza ed elegge la simpatica Daniela come sua nuova icona portafortuna?
E a me questa cosa fa solo vomitare. Fa vomitare questa esternazione fasulla come la faccia farlocca di questa donna e mi fa orrore questa presa di distanza da tutto quello che fino a mezz’ora fa era parte importantissima della sua vita di sciùra di destra.
Quasi quasi do ragione a Briatore che dichiara che si tratta solo di una
melandrata.
Eh già, come non ricordare la Giovanna Melandri che si scatena nella villa del Gregoracio in Kenia, salvo negare successivamente di esserci mai stata, nonostante le foto di lei sudaticcia in circolazione.

Siamo messi molto male, ragazzi miei, qui a destra o a sinistra stanno cercando di inchiappettarci bene bene e di farci credere che Cristo è morto dal freddo ed era padrone delle legna, come si dice dalle mie parti.
Non so come ci possiamo salvare, anche se la Santanchè è dalla parte di noi proletari e la Melandri va a ballare a casa di Briatore.
Da qualche parte ho letto che vuole entrare in politica anche Alba Parietti: in Italia siamo ganzissimi, non ci facciamo davvero mancare niente.

lunedì, agosto 25, 2008

E DOPO AMICI CHE SI FA ?


La domanda sorge spontanea? “Amici di Maria De Filippi”, a cosa serve?
Lo so, io sono una di quelle persone che ne parlano male e che poi non si perdono nemmeno una puntata del serale e né tantomeno della striscia quotidiana.
Però mi sembra tutto stonato, anche perché dopo un’inverno passato a sentire le solite manfrine sul talento e sul successo, trovarmi davanti le foto di qualche sparuto alunno che si presta al gioco ridicolo delle foto posate rubate, mi fa tanta malinconia.
Vedere Giuseppe Salsetta ritratto in pose assolutamente innaturali, (altre immagini
QUI) per il solo gusto di finire su qualche giornale, o in rete o dove gli pare, rende perfettamente l’idea di quanto quello che vedo per più di sei mesi sia praticamente inutile.
Oppure Giulia, la ballerina con la vocina che ci ha ammorbato per settimane con la storia del ballo e delle cosce troppo grosse, eccola su una barca con Cristina, altra reduce, a fare la starlette (altre immagini
QUI). Le solite mossette, ti spalmo la crema, ti slaccio il costume, ma guardateci che siamo due ballerine di Maria De Filippi e la nostra carriera comincia anche da qui.
Poi c’è Antonino, quello che danzava anche se il padre all’antica lo considerava un mestiere per donne e giù tutte le menate e i pianti ogni 3x2.
Per lui la storia d’amore va di pari passo con la presenza dei paparazzi (altre immagini QUI). Lei è Valentina Mele, ex alunna ed ex ragazzina di Marco Carta, il vincitore di questa edizione.
Nessun accenno ad eventuali lavori, ma solo le immagini di sbaciucchiamenti a favore di fotocamera, tanto per cercare di non tornare immediatamente nell’anonimato.
Dunque tutte le belle parole e i buoni propositi, vanno tristemente a farsi benedire.
Il successo seduce, che poi sia dovuto ad una foto posata sulla spiaggia o a un disco in classifica, a questo punto fa poca differenza.

Credo che il meccanismo televisivo stritoli chiunque, tantopiù dei giovanissimi che vedono per mesi il loro nome ovunque e sono oggetto di interesse mediatico inaspettato e inebriante.
E se quest’anno ci sorbiremo ancora i molteplici consigli dei professori, il cuore, il talento, ecc ecc, ricordiamoci che qualche mese dopo tutto sarà dimenticato e la cosa essenziale sarà che la foto con la gambina messa nel modo giusto, finisca sul settimanale di gossip.
Alla faccia della Celentano e di tutta la banda defilppica.

domenica, agosto 24, 2008

L'ESTATE STA FINENDO E UN ANNO SE NE VA


Dell’estate 2008 ricorderò principalmente il caldo malefico e il sole che mi ha tormentato per due mesi. Fisso, bollente, insopportabile.
Poi ricorderò, con sincera commozione, la prematura scomparsa di un ex tronista, Antonello Zara, uno dei pochi che si era arreso ed aveva ripreso la sua vita di sempre, conservando l’abitudine dell’estate a Porto Cervo, dove purtroppo un
brutto incidente se lo è portato via.
Le mie vacanze sono state come sempre bizzarre, mi sono divertita senza lasciare la mia città. Nessuno snobismo, solo il solito conto in banca che suona la marcia funebre, niente di nuovo.
Per il resto, il gossip è stato tristemente avaro, anche perché il Billionaire è passato do moda e ora i sono trasferiti in massa a Formentera e a Milano Marittima, il gregge si è spostato ma tanto vanno semp
re tutti negli stessi posti, non si sbaglia.
Una delle cose più terribili di questi ultimi mesi però è stato l’utilizzo smodato del termine, “lato B”. Ormai il sedere è diventato come i vecchi e amati 45 giri; qualcuno ha deciso che questa definizione sarebbe stata perfetta per definire il sedere, o l’ano, o il culo, fate voi. Allora perché la patonza o cimperina o quello che vi pare, nessuno la chiama, “lato A”? No, quella non si chiama, anche perché è difficile definirla in maniera diversa da “vagina” e non sembrare dei perfetti cretini.
E, a proposito di vagina, la
Rosalinda Celentano ha deciso di metterci una lapide.
Mentre Francesca Lodo, ex letterina e qualche altra cosa, pare che se la faccia con uno sceicco.
E Berlusconi ha, per l'occasione, ridisegnato la famiglia felice, una delle pantomime più ridicole degli ultimi 70 anni. Anche se la Veronica, o Miriam, assomiglia una statua di sale e lui sembra fare tutto da solo, ma va bene lo stesso (per lui, è ovvio).
E la Beatrice Borromeo sta con Pierre Casiraghi, coppia super glamour e altrettanto antipatica che ha trascorso l’estate in giro per le spiagge d’Europa, alla faccia degli operai che lei frequenta quando fa la proletaria ad Anno Zero.
E Fiore di Cactus ricomincia a frullare, la super pettegola è tornata!

lunedì, luglio 28, 2008

FIORE DI CACTUS VA IN VACANZA


Chiedo scusa ai miei amichetti e ai lettori occasionali, per la mia inusuale latitanza, ma ho il sentore che sia arrivato il momento di prendermi una pausa.
Sarà che questo fine settimana è stato all'insegna del brivido, perchè la Zoe non è stata bene e io e la Sara abbiamo passato un venerdì pomeriggio dal veterinario più morte che vive. Per fortuna aveva solo mangiato qualcosa che le aveva fatto male, ma vederla con la flebo è stato un pugno nello stomaco. Lo so, siamo troppo apprensive, ma ormai lei è come se fosse la nostra bimbina e non potremmo fare diversamente.
Dopo tanta paura, per risollevarci, ci siamo sparate una bella seratina della Magica Buccola, con la nostra solita amica Betty e ci siamo decisamente rigenerate!
Ho davvero bisogno di rilassarmi e di ritagliarmi un po' di tempo per me, quindi, naturalmente e sfortunatamente, sempre senza prendermi una vera e propria vacanza, mi allontanerò per qualche tempo dal pc.
Voi, divertitevi e cercate di trascorrere un'estate serena e piena di tantissime cose belle.
Se vi va, ci rileggiamo il prossimo mese, fermo restando che io una sbirciatina ai vostri blog ce la darò sicuramente, ormai siete diventati una piacevolissima abitudine.
Un bacio a tutti e a presto.


giovedì, luglio 24, 2008

IL MANAGER CON LA MAREA

Ho provato a difenderlo in passato, si sa, nella vita ognuno è libero di fare le esperienze che meglio crede e ci sarebbe ben poco da spettegolare.
Però stavolta suppongo che anche se fossi armata di tutte le mie buone intenzioni, sarebbe veramente difficile.
Lapo Elkann e una allegra brigata di buontemponi, forse annoiati dalla solita e pallosissima vacanza a Capri,
hanno preso in prestito, diciamo così, un taxi fuori servizio e si sono messi a spingerlo per le strade della località vacanziera. Un tassista ha osato protestare, richiamandoli all’ordine, e la risposta da laureato di Lapo è stato: “ il taxi è Fiat (Marea) quindi è mio”.
Non credo che servano ulteriori spiegazioni, questo ragazzo è esattamente quello che la gente si aspetta che sia.

La cosa ridicola è che il proprietario del mezzo si è messo anche a difenderlo, forse ha creduto che una leccata d'ano poi tanto male non gli avrebbe fatto.
Comunque, la
voglia di divertirsi che poi diventa cretineria, è un po’ tipica di questo tipo di persone. Soldi che escono dalle orecchie al posto del cerume, quindi automaticamente ecco che arriva l’arroganza del “leinonsachisonoio”, roba vecchia che ormai sentiamo dire da cani e porci.
Ma da Lapo mi sarei aspettata qualcosa di diverso. Non so perché, ma pensavo che la sua brutta esperienza lo avesse reso diverso dai soliti rampolli sbruffoni e annoiati, ma evidentemente ho sempre preso lucciole per lanterne.
Ora è pronto a chiedere scusa e la cosa mi sembra più che normale, tantopiù che il giovanotto non ha 18 anni e la cosa diventa anche più ridicola.
Si, perché questa è una figura di merda di dimensioni cosmiche che un manager come lui dovrebbe guardarsi bene dal fare, se non altro per la sua immagine sul lavoro.
Che poi non so bene cosa faccia per vivere, forse quegli occhiali che costano quanto 2 mesi di stipendio normale, fattostà che se dovessi avere a che fare con lui per questioni lavorative, lo rivedrei sempre intento a spingere la Marea di qualcun altro, blaterando che in realta è sua perché è Fiat.
Tanta gente l’hanno rinchiusa per molto meno.

martedì, luglio 22, 2008

IL TEMPO DELLE MELE

In queste bellissime serate nelle quali la calura afosa sembra averci temporaneamente abbandonato, mi sono trovata per caso a ripensare al mio primo amore.
Ma non solo. Ho ripensato alla mia adolescenza, così diversa da quella di molte ragazzine di oggi, e alla mia cosiddetta “prima volta”.
Ero molto giovane, ma anche fidanzata da 1 anno e 8 mesi, lo ricordo ancora, e questo mi dava la forza di affrontare questa cosa immane con lo spirito di colei che, anche se piccina, era pur sempre “fidanzata in casa”.
Il fatto successe a casa del mio fidanzatino. Eravamo da soli e tutto sulla carta sarebbe potuto essere perfetto, a parte il fatto che Gabriele per me fu il primo in tutto e per tutto, mentre lui a 16 anni aveva l’esperienza di un 60enne frequentatore di bordelli russi.
Non sto a descrivere quello che tutti voi potete mmaginare, mi limito a dire che la cosa mi piacque meno di zero e che il dolore mi convinse che quella sarebbe stata la mia prima e ultima volta. Cavolo, chissà che mi aspettavo.

Naturalmente le volte successive le cose andarono meglio, un po’ come quando detti il mio primo bacio: non vomitai per decenza, ma tutto quel rimescolamento per me fu una spiacevolissima scoperta. Nei films non funzionava così, tutto era asciutto e delicato, mentre il 60enne travestito da 16enne frequentatore di bordelli russi, mi acchiappò con maschia risolutezza e mi mostrò che non è tutto oro quello che che luccica.
Anche dopo questa traumatizzante esperienza, successivamente ci fu una riconciliazione tra me e la cavità orale altrui, il mio fidanzatino era esperto più di Califano, quindi riuscì ad insegnarmi tutta la questione al meglio delle sue ottime possibilità.
E siccome mi piace farmi anche i fattacci vostri, vorrei tanto sapere se è stato solo per me un iniziale inno allo schifo. Sarà che ero giovane e ingenua, forse il fidanzatino 60enne è stato un po’ troppo smaliziato, ma il mio approccio col sesso non è stato dei migliori.
La cosa bella che ricordo, e che fa molto onore al giovane Califano , è stata la colonna sonora del nostro primo incontro intimo amoroso. Nell’altra stanza lo stereo diffondeva le note di “Your Song” di Elton John, che al momento apprezzai per metà intenta com’ero
a verificare se davvero questa grande cosa di cui tutti parlavano, veramente sarebbe stata sempre così.
Fortuna vuole che poi le cose cambiarono e anche io mi appassionai alla faccenda, mai quanto lui che sembrava un indemoniato, però quando ascolto questa canzone a volte mi torna in mente quel giorno e quasi mi sembra di vedermi.
Ecco, parliamone. La vostra “prima volta” e la canzone che ha accompagnato quel momento.
Un argomento forse un po' da "Italia sul 2", ma la consolazione è che da queste parti Milo Infante sarebbe gradito quanto una padellata sui denti.


lunedì, luglio 21, 2008

IL CIOCCOLATINO ALLA MODA


Okay, lo hanno detto a Studio Aperto e quindi è una cosa da prendere con le dovute precauzioni. Va bene che non è una notizia vera e propria, ma una cretinata che si sono inventati loro per riempire un evidente vuoto, ma ugualmente mi ha fatto ridere con una parte di viso, mentre con l'altra per poco non mi mettevo a piangere.
Hanno trovato la nuova moda dell'estate, questi lazzaroni di giornalisti del canale 6 del mio telecomando.
Secondo loro, è molto trendy, fashion, cool, fate voi, avere un fidanzato di colore.
Ebbene si, questi cervelloni hanno detto che la Canalis, la Yespica e la Salvalaggio hanno lanciato questa tendenza che vuole che il fidanzato sia "cioccolatino".
Ora, capisco la voglia di cazzeggiare e il bisogno impellente di inventarsi questa specie di notizie per giustificare le immagini di queste tre grazie abbarbicate ai fustacci moraccioni, ma se fossi una persona di colore, dico la verità, un po' mi incazzerei.
Non è che stiamo parlando di un accessorio moda come una borsa di Vuitton. Hanno fatto un po' di confusione, questi giornalisti, siccome quest'estate non abbiamo nemmeno un tormentone degno di chiamarsi tale, una notizia pettegola che ha sconvolto i bagnanti mollemente adagiati sotto l'ombrelloni e nemmeno il Festivalbar, eccoli che si inventano questa roba del "black and white" (definizione della giornalista).
Sarebbe come dire che da domani per stare al passo con i tempi, ragazzi, diamoci da fare e cerchiamoci l'amorazzo nero, calziamo le nostre belle Croc nuove di zecca, firmiamo il contratto per un Suv a caso e andiamo tutti a Milano Marittima o a Formentera.
E poi sfoggiamo il maschio o la femmina di colore all'happy hour e sentiamoci tutti dei ganzi perchè siamo entrati a pieno titolo nel mondo dei cretini che ha inventato Studio Aperto.






domenica, luglio 20, 2008

LA SCALA DI IMPORTANZA

Non discuto sul fatto che in ogni professione ci debba essere una indiscutibile (o quasi) gerarchia.
C’è il capo, poi il vice e di seguito tutti i comprimari, o gli operai, o gli impiegati, per dirla in parole povere, i sottopagati, ecco.
Questo accade quasi dappertutto, si sa, talvolta si premiano i meriti ma altre volte si giocano un po’ i ruoli che sono stati stabiliti e capita anche che giochino decisamente male.
E’ il caso del nuovo spot Activia interpretato da Alessia Marcuzzi (
QUI il video).
Non so se avete notato, ma lei è bellissima, con la pelle ambrata, quel seno prorompente e sodo, due spalle da sogno e con un costume bianco (ma anche quello verde addosso a lei sembra di tutt'altro colore) che valorizza quello che la natura ha già valorizzato per conto suo.
Poi c’è la comprimaria, ovvero colei che ha problemi di pancia e che dichiara di sentirsi gonfia come un salvagente.
Sicuramente nella vita di tutti i giorni sarà molto più carina di quello che appare nello spot, ma, a parte il costumino verde Activia che avrebbero potuto risparmiarle, in confronto alla bellezza della Marcuzzi, sembra più un manico di scopa che altro.
Tanto per far risaltare la protagonista in tutta la sua avvenenza, questa povera attrice sembra un po’ ringobbita, con due puppine che il reggiseno si rifiuta di sostenere come si deve e il confronto è ovviamente ad armi impari.
I responsabili del casting, hanno scelto di affiancare al famoso personaggio delle televisione, una ragazza molto magra, come sempre del resto perché dimostrare il gonfiore con qualcuno che un po’ gonfio lo è davvero è quasi un peccato mortale.
Però, visto che hanno scelto un’attrice fisicamente asciutta, come fare per ren
dere la Marcuzzi, meno magra ma più bella e prorompente?
Selezionando quella che ha un seno un po’ cadente, piccolino, e sorretto malissimo, tanto per rendere Alessia Marcuzzi una specie di sirena emersa dalle acque.
Il risultato, a mio avviso, è una coppia di amiche che televisivamente parlando, non fa un gran bell’effetto.
La ragazza con il costume verde, a parte il colore che non le dona, sembra 10 volte peggio di quello che è, mentre la Marcuzzi appare 2000 volte più bella di quando conduceva il Grande Fratello.
Non so se chiamarla “scala di importanza” o se esiste un altro nome, però è indubbio che a volte vengono compiute delle scelte facili e infelici, per il solo gusto di riconfermare qualcosa che è già chiaro senza bisogno di fare inutili confronti.
La Marcuzzi è un pezzo di donna non indifferente, c’era davvero bisogno di ricorrere a questi mezzucci un po’ furbi per riconfermarlo ai pochi che ancora non se ne sono ancora accorti?

giovedì, luglio 17, 2008

SE VUOI FARE LA VELINA TI CHIUDO IN CANTINA

Se mia figlia mi dicesse: “mamma, voglio fare la Velina”, molto probabilmente la chiuderei in cantina e butterei via la chiave.
Massimo rispetto per la categoria, ci mancherebbe, ma non riuscirei a tollerare che carne della mia carne se ne andasse a sgambettare in tv, sotto le grinfie di Antonio Ricci ed Ezio Greggio e che, come regola impone, mi si fidanzasse col calciatore miliardario e sciupafemmine.
Mi fa una rabbia tanta vedere alle selezioni queste madri, ballerine mancate e frustrate, che proiettano il loro desiderio di finire in uno studio televisivo, sulle figlie più belle delle media, ma non necessariamente. Vai tesoro che poi diventi famosa, ma, dico io, una bella scuola per imparare a fare un minimo no, eh?
Molto più facile saltellare col Gabibbo e rilasciare le interviste a Signorini, piuttosto che imparare concretamente a fare qualcosa. Anche perch
é per la scuola si paga, mentre per saltellare si guadagna più che bene, non so se è chiara la questione.
Nel caso delle Veline, come in quello di tutte le “ine” che sono passate sul video, uno dei meriti principali va a madre natura. Poche doti e molta costanza nella dieta, forse anche qualche ora di palestra in più, ma il talento richiesto è solo questo.
Ed una mamma non dovrebbe gioire di tanto niente, non dovrebbe compiacersi se la figlia finisce a fare la Meteorina da Emilio Fede, anzi, io a quel punto forse mi macchierei di un crimine sanguinolento.
Mia figlia però sarebbe salva, almeno per il momento, uno lo avrei fatto fuori.