venerdì, maggio 16, 2008
BACIATE DALLA SORTE
Sembra anche brutto, ma spesso sono le donne dello spettacolo, a dispetto degli uomini, ad ispirarmi post un po' sullo stile critichino. In questo caso, Ilary Blasi, che è bellina e con una pancia piatta come se non avesse ancora partorito, si è messa in testa di essere una conduttrice vera. Dice che se le arrivasse una proposta dal cinema, la valuterebbe anche. Ma il suo sogno sarebbe condurre "Scherzi a parte".
Ora, ripensando a Le Iene e al suo modo di impaperarsi che sul momento fa anche simpatia, mi chiedo cosa possono avere in comune una presentatrice seria e preparata, e lei.

Inoltre, il solo fatto che "valuterebbe" una offerta dal cinema, quando riesce a malapena ad interagire con Luca e Paolo, mi sembra un affermazione leggermente pomposa.
Ma queste ragazze baciate dalla sorte sono così. Dai loro un dito e si credono in diritto di chiedere l'intero braccio, tanto sono sicure che non importa studiare più di tanto (lei infatti ha detto che per fare cinema studierebbe "un pochino") per arrivare da qualche parte.
Una ritoccatina alla pancia, due pompate agli zigomi, una dieta che ti ammazza lo stomaco e il marito giusto, ed ecco che diventi la conduttrice regina della rete giovane di Mediaset.
Non solo Ilary, naturalmente, in maniera diversa siamo pieni di aspiranti qualsiasi cosa che di botto diventano personaggi importantissimi ai quali affidare anche la prima serata. O la seconda, o la terza o quello che vi pare.
Ma quando si ha la dizione e la voce della Chiabotto, forse sarebbe più intelligente fare solo la modella muta.
 
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giovedì, maggio 15, 2008
MARCO C'HA I SOLDI MA ANCHE DUE PALLE COSI'
A chi dobbiamo credere? Ai politici, la vedo dura, ormai si sono giocati anche l'ultima possibilità di recupero, e, per quanto mi riguarda, questo governo che da la caccia allo straniero, non sarà certo quello che mi farà scoprire improvvisamente un' anima votata a destra.
Però poi c'è Marco Travaglio. Non è un politico, è solo un giornalista che non ha paura di dire quello che si nasconde dietro la faccia, che non promette niente di buono, di SchifOni.
Ma la cosa che più mi piace sottolineare di questo putto riccioluto dall'aria furbetta e saputella, è proprio l'atteggiamento.
Avete notato l'aria sprezzante? Pare non avere paura di nulla e di nessuno, si becca denunce a destra e a sinistra e non si perde d'animo quando arriva il momento di pagare.
Proprio stasera Castelli della Lega Nord ha tirato in ballo la sua (di Travaglio) denuncia dei redditi. Con quello che ha dichiarato, dice, può anche permettersi di perdere una causa in Tribunale, il denaro per risarcire chicchessia non gli manca di certo.
Non so per voi, ma per me non è stata certo una sorpresa. No, perchè pare che scoprire che un personaggio come lui ha guadagnato un bella montagnola di euri, lo renda meno credibile ai nostri occhi. Per quanto mi riguarda, non è assolutamente così.
Mettiamoci in animo che Travaglio, così come la Littizzetto, Santoro, Grillo e tutti quelli che parlano la lingua del popolino, hanno più denaro di noi. Ma proprio tanti di più, credo che se conoscessimo l'effettivo ammontare dei loro averi ci prenderebbe uno sturbo a tutti quanti.
Ora il povero Marco è nelle beghe perchè si è messo contro il panorama politico intero, destra e sinistra in questo sono un'anima in un nocciolo, e a parte Di Pietro che lo difende e sta dalla sua parte, il resto della Banda Bassotti si dissocia completamente dalle sue parole. Qualsiasi esse siano.
Bella roba, mi viene da pensare, a questo punto non so nemmeno più se ho fatto bene a votare a sinistra, come del resto ho sempre fatto da quando ho avuto diritto al voto.
Qui si vogliono tutti un gran bene, Uolter ama SilvioCribbio e non si permetterebbe mai di fargli la guerra. E toccare SchifOni è un po' come toccare un parente prossimo, anzi, secondo me è la paura dell'"oggi a me e domani a te".
Il 13 aprile forse avrei fatto meglio ad andare a Gardaland.














 
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martedì, maggio 13, 2008
FACCIAMO PREVENZIONE ( IN INGLESE )
In questi giorni mi è capitato di vedere uno spot, anzi, una di quelle Pubblicità Progresso, per la prevenzione del tumore al colon.
Ora, non so voi, ma a me capita anche di tenere accesa la televisione senza guardarla, magari mentre mi trova affaccendata in altre faccende, o mentre sto leggendo, o addirittura mentre mi trovo in un'altra stanza.
Mi chiedo cosa abbia spinto il creativo che ha inventato questa divulgazione (spot mi sembra brutto), a farlo in inglese, anche se, sottotitolato (qui il video).
Dico io, non stanno pubblicizzando il Mastrolindo, con tutto il rispetto per il Mastrolindo. Ci stanno invitando a fare prevenzione, a controllarci, a non trascurare determinati particolari che ci riguardano e come vogliono aiutarci?
Facendo canticchiare alla Ferilli e a Samuele Bersani "let's screen", affinchè la mia mamma, ad esempio, non capisca mezza parola e se è voltata di spalle alla tv, manco sa di cosa stanno parlando.
E' questo che non capisco: una cosa del genere deve essere chiara, di facilissima comprensione, di modo che anche una persona che non conosce neanche una parola di inglese o che non ha la vista poi così buona, possa capire immediatamente di cosa tratta questa campagna, tra l'altro, pure molto importante.
Io lo chiamo razzismo culturale, perchè è vero che l'inglese è la lingua quasi universale, ma molte persone non lo conoscono, altri hanno un'infarinatura a livello scolastico e solo per questo motivo devono essere tagliati fuori anche da uno spot che ci dovrebbe aiutare?
Invece di metterci le faccette simpaticone di Iacchetti, Bergonzoni, Ferilli e tutti gli altri, avessero cantato in italiano e senza quei maledetti sottotitoli, forse avrebbero avuto più immediatezza e anche la mia mamma avrebbe capito subito il senso della canzoncina.
Per lei, e per molte altre persone, "lezcri" è una parola a caso, e secondo me questo la dice lunga sulla reale riuscita di questo invito alla prevenzione riuscito solo per metà.
 
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domenica, maggio 11, 2008
LA COPPIA CHE NON SCOPPIA

La coppia terribile del momento, ma anche di ieri e forse di domani, è una sola.
E’ un duo agghiacciante, stronzetto quanto basta, nifido a livelli stratosferici e, mettiamocelo pure, anche sgradevole da vedere.
Sto parlando di Silvia e Alfonso.
Ogni sabato ci deliziano a Verissimo, e lei mi appare costantemente fuori luogo, sempre col sorriso un po’ storto, senza nulla da dire che non sia scritto sul copione e continuamente aggrappata ad Alfie, al quale non pare vero di salvare con la sua possente dialettica pettegola, la fanciulla nuora del tappo dalle grinfie dello strafalcione costantemente in agguato.
Lui, completamente assorbito dal suo ruolo di spalla sal
vavita della conduttrice che meno conduce al mondo, è sempre pronto a lodarla per qualsiasi cosa, sfottendola ogni tanto con bonaria lecchinaggine, e parandole il deretano come solo lui sa fare.
Il modo di condurre di Silvia, è un po’ alla buona. Ridacchia guardando qualcuno fuori campo, e solitamente si trova del tutto spiazzata quando un ospite straborda un po', e per lei strabordare vuo dire parlare senza che lei possa controbattere qualcosa che non sia scritto sul copione. A quel punto interviene Alfie che la salva in calcio d’angolo e lei, riconoscente e gongolante lo chiama Alfonsino, dimostrandogli così tutta la confidenza che lui si è meritato anche grazie al settimanale che dirige con ossequiosa reverenza.
Mi sento di afferm
are, che le braccia di Silvia sono davvero rubate all’agricoltura, forse il suo futuro è dietro le quinte, davanti ad un computer, con un taccuino in mano, tutto, ma non davanti le telecamere.
Eppure, sta proprio dove non dovrebbe stare, impavida e tronfia è la dimostrazione che in tv il talento è veramente un optional, e stavolta non è nemmeno colpa di un reality a caso.
La conduttrice giornalista ha scalato l’Everest ed è arrivata vittoriosa alla vetta.
Anche se questa vetta è alta poco più di un metro e sessanta.
 
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mercoledì, maggio 07, 2008
ABBASSO I GRUGNI !

Non mi vergogno a dirlo, io e la Sara, stiamo vivendo un momento non proprio bellissimo, economicamente parlando. Lei si è presa una pausa, mentre io non mollo e insisto a scribacchiare da queste parti con il preciso intento di svagarmi un po’ la mente.
Ma, la questione è un’altra.
Chi mi conosce, e conosce la mia parente, sa a grandi linee la nostra situazione. Non è semplicissima, siamo sempre sul filo del rasoio, non facciamo una vacanza da anni e ce ne lamentiamo pochissimo.
Virgilio e Piccolè, che ci amici, possono confermarlo: ci piace ridere, evitiamo di vomitare addosso agli altri il nostro disagio e cerchiamo sempre e comunque di prendere la vita dal lato migliore.
Ci siamo riuscite dopo anni di studio, ve lo dico subito. Non è facilissimo, ma alla fine, incazzati una volta, piangi un’altra volta, abbiamo finalmente deciso che non ne vale la pena, mai. A meno che non ci sia di mezzo la salute, a quel punto la situazione prende tutt’altra piega e ci sarebbe veramente poco da stare allegri.
Comunque, tutto questo per dire come mi comporto io.
Poi, incontri il conoscente che: si è sposato da poco, ha una bambina di 2 mesi, un lavoro remunerativo, la salute, e ti risponde a malapena, ti saluta a stento e se ne sta ingrugni
to, neanche avesse un emorroide che gli penzola dall’ano.
I musi lunghi vanno per la maggiore, così come anche la svogliatezza di un saluto, di un sorrisino anche solo per educazione. Tutti incazzati, proiettati chissà dove e assolutamente presi da problemi che, se li vai ad analizzare, il più delle volte si riducono a decisioni difficilissime, come ad esempio, dove andare a cena il sabato sera successivo.
E vi garantisco che chi veramente non sa dove sbattere la testa, ha davvero poca voglia di lamentarsi.
Parlo per esperienza, con i guai che ti rincorrono e le rinunce a tutti i costi, non puoi star lì ad ammazzarti il cervello con la faccia mogia mogia e la lacrima in tasca.
Anzi, hai voglia di sorridere, di parlare con qualche amico, di pensare ad altro, tanto i tuoi problemi non ti mollano e stanno lì a fissarti anche se stai sbattuto sul letto con le persiane chiuse.
Ed è per questo, proprio perché lo vivo e lo conosco, che non sopporto i grugni e la maleducazione da giramento di scat
ole. Che c’entro io se la tua vita va a scatafascio o se ti sei sposato mentre avresti preferito vivere di discoteche e di donnine?
Lo stesso principio vale per me: che colpa ne ha la signora che incontro al parco quando vado con la Zoe e che ha tanta voglia di parlare, se le mie cose non vanno proprio per il verso giusto?
Il riso abbonda sulla bocca degli stolti, dice qualcuno, ma un sorriso ti illumina il viso e la giornata.
E una parola detta con gentilezza, sempre e comunque, non costa un accidente e sicuramente male non può fare, soprattutto al nostro umore.

 
posted by Miss Dickinson at 9:45 PM | Permalink | 21 comments
martedì, maggio 06, 2008
CHE VITA BASSA, CHE BASSA VITA!
Le mode vanno e vengono, ormai si sa. Ma, a rifletterci con attenzione, non è proprio così, perché ci sono tendenze , che io definisco maledette, che stanno immobili a triturarci i santissimi, per decenni interi.
Sto parlando, nell’ordine, dei pantaloni a vita bassa e delle magliettine scopri ombelico.
Anche quest’anno, abbiamo avuto le natiche spiaccicate, ragazzine con le gambe lungo mezzo cm, che ostinatamente indossavano la peggiore moda degli ultimi 20 anni. La vita bassa va bene alle gazzellone con lo stacco tipo Gemella Kessler, ma la donnina alta 1,50, con il sedere tipo Jennifer Lopez e forse qualcosa di più, forse non dovrebbe osare così tanto.
Però è anche comprensibile, nei negozi non si trova nulla se non quello; se vuoi un jeans che valorizzi un po’ la natica importante, te li fai cucire su misura sennò ti attacchi al tram.

La vita bassa , a mio avviso, è stata una delle sciagure più immani dopo quella delle scarpe a punta.
Praticamente è stato l’annullamento totale del fianco e del sedere, anche la sopracitata Jennifer, con i jeans maledetti schiaccia natiche, perde il 50% del suo perché.
Non vale lo stesso principio per le magliettine scopri ombelico, che qualcuno chiama anche, top.
Lì siamo proprio nel razzismo puro e semplice, perché il pancino tonico di fuori è un previlegio del quale molte di noi non possono assolutamente beneficiare, causa ciccetta in eccesso non proprio gradevole da vedere.
Quindi, l’alternativa per essere un minimo fashion, è quello di: o smettere di mangiare da gennaio in poi, oppure intabarrarsi in t-shirt maschiacce che a volte ci fanno assomigliare a tutto fuorchè a ragazze con tanta voglia di palesare femminilità.
Si, perché, l’altra opzione al trippino al vento, è lo spauracchio dell’elasticizzato, ennesimo spettro che fa più paura di Nosferatu con la faccia di Klaus Kinski.
Quest’anno, vivaddio, sta tornando la moda che serve un po’ tutte, le linee morbide iniziano a vedersi nei negozi, l’ombelico di fuori resiste imperituro, ma, stranamente, siamo anche in grado di scegliere altro. Mi correggo, ci hanno messo in condizione di farlo, visto che non vogliono strizzarci le vergogne a tutti i costi.
L’unica cosa che non cambia mai, è la vita bassa maledetta. Che fa male alla pancia, che schiaccia il culo, e ammazza il fianco alla Sofia Loren.
Non siamo tutte longilinee come Kate Moss, sarebbe il caso che i signori che si inventano le tendenze cominciassero a rendersene conto e che imparassero a volere un po' di bene anche a noi.

Abbiamo i fianchi e le gambe più tornite della Gisele, che fate, ci volete abbattere o basta solo chiuderci in cantina a pane e acqua?
 
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domenica, maggio 04, 2008
UNA GRAN BOTTA DI CULO, E NON E' SOLO UN MODO DI DIRE
Forse dovrei avercela con lei, questa Valeria Marini, presidentessa dell’inutilità, sacerdotessa del nulla e vincitrice assoluta del trofeo della fortuna.
Fortuna, perché non è capace di fare nulla, e lo dico tranquillamente, sicura di non avere problemi di smentita, e nonostante questo, continua ad imperversare e ad apparire, fregiandosi oggi anche del titolo di stilista.
Invece, non me la sento di darle proprio tutta la colpa.
Se a Riccione, invece di decidere di invitare lei e le sue crazioni di moda, avessero chiamato uno stilista giovane, sincero, bravo e vero, forse questa signora avrebbe risparmiato di arrivare con la limousine come una diva d’altri tempi; avrebbe evitato di pretendere invano un elicottero che la portasse a destinazione per evitare la coda dei vacanzieri, e probabilmente piano piano di lei non avremo sentito
più parlare.
Però la Marini tira, arriva, traballa un po’ sui tacchi a spillo, dice 2 paroline in sardo che lei spaccia per romano e non si capisce perché, imita maldestramente Marilyn e passa all’incasso. Sia che si trovi a Cologno Monzese negli studi di Mediaset, sia che si trovi alla sagra della salsiccia di Santa Maria.
A questo punto la colpa non è più sua, giustamente se ci sono persone che affidano a lei al suo non saper fare, le sorti di uno show o di una manifestazione, è chiaro che il suo ego vola dove non è mai arrivato nessuno. E pretende. Pretende di essere trattata come una diva, credendoci fermamente, e finchè qualcuno non prende il coraggio a 4 mani e le dice che in realtà lei non è altro che una 40enne che ha solo avuto una gran botta di culo, e non è un modo di dire, da questo ginepraio non ne usciamo più.
 
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