
Se mi posso permettere, lui ne è anche troppo convinto.
La sua partecipazione a "Distretto di polizia", per quanto mi riguarda, è partita sotto pessimi auspici.
Vi riporto pari pari una sua dichiarazione a "Sorrisi e Canzoni":«Vengo da molti mesi di lavoro sul set e continuerò fino a metà ottobre. Mi sembra che il mio personaggio stia venendo fuori discretamente. Vedo tante fiction in cui i protagonisti parlano ma non si capisce niente: sussurrano, vanno sul soffiato. Vengono dal “Grande fratello”, attori improvvisati. Lo chiamerei il neorealismo televisivo. Una volta De Sica prendeva gli attori dalla strada e ci costruiva intorno dei capolavori. Oggi invece ci si limita a fare dei fotoromanzi con il sonoro. Quindi che i giovani si chiedano se io sarò all’altezza o meno, non mi fa perdere il sonno. Dopo tanti anni di lavoro, so di esserlo come attore. Anzi, pensare di essere messo in discussione come interprete di “Distretto” mi fa proprio sorridere».
Un pozzo di simpatia e di umiltà, in buona sostanza, dichiara che lavorare in "Distretto"
, per lui, è come per un cuoco preparare una frittatina.

E può anche essere vero. Ma forse non ha capito che alla fine chi comanda non è lui e nemmeno il produttore di turno. E' il pubblico che lo mette in discussione, al limite. Anni di teatro o di pregiate fiction come "Amico mio" (?), non sono certo sufficienti a farlo rimanere imperituro nel cuore delle persone.
Ma lui spara a raffica anche sugli attori delle soap opera. Se ne avete voglia, leggete qui l'intervista in tutta la sua completezza, perchè esce un ritratto di Massimo Dapporto che non promette nulla di buono.
In definitiva quest'uomo pare essere al di sopra di tutto e di tutti. La sua partecipazione a "Distretto" è una manna che ci è piovuta dal cielo e per la quale non possiamo far altro che ringraziarlo.
E se magari ci inginoccchiamo anche sui ceci sono sicura che lui è più contento.