giovedì, maggio 30, 2013

FACEBOOK E IL RAGGIO DI SOLE

 C'era una volta un mondo quasi normale, un mondo in cui non c'erano figure da idolatriare, in cui ognuno era il migliore amico di se stesso e in cui nessuno era migliore di nessuno.
 C'era una volta la personalità, quella cosa astratta che dava ad ognuno di noi un'identità precisa, un ruolo utile a noi stessi che non ci faceva uscire la lingua a tappeto a leccare culi di persone con le quali non abbiamo mai nemmeno mangiato una pizza.
C'era una volta un tempo in cui Facebook serviva solo per esprimere opinioni personali e non per compiacere estranei, personaggi pubblici, anche solo di riflesso, che sbagliano e dicono cavolate come tutti noi, persone comuni senza velleità artistiche nè tantomeno parentele famose.
C'erano una volta le opinioni. Quei pensieri personali che assomigliavano sì a quelli di tante altre persone, ma erano proprie, sincere e per questo uniche. Robe tutte nostre che difendevamo con le unghie con i denti tanto ci erano care e preziose. 
C'era una volta la passione sana, qualcosa che ci avvicinava a qualcuno o a qualcosa senza fare però di quel qualcuno o quel qualcosa un vangelo da non contraddire mai, nemmeno di fronte ad un evidente castroneria. 
C'era una volta la persona pensante, lucida, appassionata e concreta. Una figura che un po' si sta perdendo di vista per lasciare spazio ad ideologie politiche e a fanatismi da adolescente che ottenebrano il pensiero personale.
C'era una volta un gregge. Menti mature che si perdono dietro a pseudo guru che regalano parole indiscutibili e condivisibili sempre e comunque, quasi a prescindere. 
C'era una volta, e c'è ancora, Facebook. Con il gregge che adora qualcuno che non conosce ma che non sbaglia mai, che vede il sole come noi non lo vediamo, che sente i profumi come noi non li sentiamo e che conosce la gente come noi non la conosciamo. Ma soprattutto, ha un'opinione che combacia perfettamente con la nostra, una mente dentro la nostra mente che sviscera i nostri pensieri come nemmeno il nostro cervello riesce a fare.
E alla fine nessuno visse felice e contento, tutti si assomigliavano e chi vedeva la luna come noi non riuscivamo a vederla era indiscutibilmente il leader del nostro pensiero personale. 
Una sopravvalutata luce riflessa, convinta, anzi, più che certa, di essere un illuminante raggio di sole.

2 commenti:

Ibadeth Hysa ha detto...

Ma sei sicura che tutte queste cose una volta ci fossero?

Miss Dickinson ha detto...

Ibadeth, ci saranno sempre state di sicuro, ma ora con l'avvento di Facebook i guru si sono moltiplicati.