Sempre la solita storia, ormai non si capisce come facciano ancora a scriverlo sui giornali: anche David Duchovny è in riabilitazione per dipendenza da sesso.Ma da quando in qua esiste ‘sta cosa? Dopo che ne ha "patito" Michael Douglas in concomitanza con l’uscita di "Basic Instinct", ecco che a scadenza varia, qualcuno scopre di soffrire di questa stravagande sindrome.
Io personalmente non è che ci creda moltissimo, anche perché, avete mai sentito un dipendente dell’Esselunga, o un impiegato della Cassa di Risparmio, curato per la medesima robaccia?
Macchè, i comuni mortali se sono sopraffatti da impulsi irresistibili, o si arrangiano per conto proprio, o pagano qualcuno a caso che si ad ogni angolo di via, oppure si attaccano al tram e sopportano in silenzio.
Una mia amica, molti anni fa, sosteneva che dopo un po’ che non faceva sesso aveva dei dolori al basso ventre, però a nessuno di noi è mai venuto in mente di ricoverarla da qualche parte, e forse abbiamo fatto male.
Non so se Duchovny è entrato troppo nella parte di Hank di "Californication", fattostà, che, guarda caso, tutto torna e tutto coincide.

Sarà anche vero, il poveretto probabilmente non sapeva più come fare ad arginare lo svettare continuo del suo amichetto là sotto, ma la cosa mi sembra proprio degna di Hollywood e dei suoi uffici stampa.
Una furbata, ecco come la vedo io, una furbata che rende David/Hank quasi una cosa sola. Così, quando guarderemo "Californication", riusciremo poco a scindere il personaggio dall’attore e noi donne lo troveremo ancora più fustaccio sporcaccione di quanto faremmo se non si fosse, diciamo così, “ammalato” di sesso.
Comunque, diamogli il beneficio del dubbio, forse sarà vero, forse no, la cosa certa è che è una cosa tutta americana.
Ce lo vedete qui in Italia il Commissario Montalbano che si fa curare perché non riesce a tenerlo nei pantaloni?











































