venerdì, marzo 28, 2008

LETTERA APERTA

Cara Madonna,

c'è un limite a tutto. Anche se a 50 anni si ha il fisicaccio di una 25enne e gli addominali più tirati di Geri Halliwell ai tempi di "It's raining men".
Abbiamo capito che sei una stragnocca e che, nonostante l'età, sei sexy e libidinosa più di chiunque altro. Ce ne siamo ampiamente accorti in più di vent'anni di carriera più che onorata, e ora, mi permetto di consigliarti, credo che si potrebbe anche cominciare a riporre le armi nel baule in soffitta.
Tanto c'è sempre chi ti farà le scarpe, anche se ti metti il body sgambato e ti decolori i capelli ogni dieci giorni. Hai due figli che dovranno giustificare a scuola il perchè questa mamma così divina ha sempre quell'aria un po' mignottesca, soprattutto nella copertina del nuovo cd.
E poi arrivano ogni ora nuove cantantine con le vocine rantolate a vendere dischi per una stagione o due, e tanto noi faremo sempre il paragone con i tuoi successi, ma, credimi, non ce n'è per nessuno.
Rilassati, mangia un crostino in più e invece di correre 600 ore al mese, magari corrine solo 150 e facci vedere che anche con una coscia un po' più tornita, rimani sempre la fascinosa Madonna che sei.
Non se ne può più di vederti a gambe aperte e con la lingua a vista, io te lo dico, ci sei un po' venuta a noia.
Con rispetto e la triste consapevolezza che io alla tua età sarò un catorcio da rottamare
Miss Dickinson




















giovedì, marzo 27, 2008

NESSUNO E' PERFETTO

Ieri sera ad Amici abbiamo assistito all'ennesimo scandaletto, ormai dovremmo averci fatto l'abitudine.
Come dovremmo aver fatto l'abitudine a vedere Anbeta volteggiare nell'aire, leggera come un fuscello portato via dal vento. Impossibile dopo riuscire ad apprezzare Susy, o Giulia quando c'era, o chiunque altro non pesi 30 chili e sia alto 1 metro e 70.
Lei per me è la perfezione assoluta. Quando Josè la scaraventa per aria, sembra che voli, che non possa assolutamente planare a terra come planerei io. No, Anbeta è leggiadra ed eterea, e credo che per le ballerine di "Amici", sia un termine di paragone del tutto inopportuno.
Ma come si fa ad assistere ala sua esibizione, e immediatamente dopo vedere Susy (che, tra l'altro, mi piace moltissimo, nonostante militi nei Bianchi) che cerca alla meno peggio di alzare una gamba o di roteare tra le braccia di Kledi.
E' tutto molto impietoso, crudele, una mossa da Grimilde di Alessandra Celentano con il solo scopo di dimostrare cosa significa ballare per davvero.
Ma non è giusto, non è giusto perchè Anbeta è una fuoriclasse, ogni suo movimento è finalizzato a palesare il suo stile, la sua classe, il suo essere ballerina anche nell'atto di addentare una pesca noce.
Le sue dimostrazioni di danza sono dei capolavori assoluti, ed è difficile dopo riuscire ad apprezzare l'inesperienza di una Susy o la buonissima volonta di chiunque altra.
Peccato per la simpatia un po' carente, ma, dico io, nella vita non si può avere tutto e ad Anbeta è stato regalato un talento stratosferico.
Cominciamo a partire dal presupposto che la perfezione non esiste, e, non so a voi, ma questa certezza non sapete quanto mi rincuora.

martedì, marzo 25, 2008

MA CHE MUSICA MAESTRO

Non so voi, ma io non ho mai avuto l'amico bruttino che suonava la chitarra; e non ho nemmeno mai partecipato ad un falò sulla spiaggia cantando le canzoni di Battisti.
Anzi, a dire la verità a me Battisti non piace nemmeno.
E' grave?
No, perchè tutte le volte che sento parlare di musica indimenticabile, quasi tutti tirano fuori Battisti e Mogol, e quella roba della "motocicletta, 10HP" è qualcosa che tutti hanno cantato almeno una volta nella vita.
Sarà che io negli anni 70 ero giovanissima e preferivo "Tragedy" dei Bee Gees, o Gianni Morandi con "Occhi di ragazza", ma "Fiori rosa, fiori di pesco", non mi ha mai acchiappata più di tanto.
Addirittura mi sono comprata (comprata è una parola grossa..) la raccolta dei suoi più grandi successi e li ho ascoltati tutti, uno per uno.
Niente, non ho provato nulla se non la consapevolezza che sono belle canzoni ormai storiche, ma nulla di più.
Lo so, qualcuno griderà allo scandalo, ma non avete ancora sentito tutto.
L'emozione, la gioia, la sensazione indescrivibile che mi provoca questo pezzo dance anni 80, non ha eguali. A voi non dirà nulla, per me è puro desiderio di tarantolarmi, di muovere il piedino e di danzare anche solo con le spalle che vanno a tempo di questo sound vintage, ma per me più indimenticabile di "io lavoro e penso a te".
E mi perdonino gli amanti della cosiddetta "musica d'autore", ma al richiamo della spallina ballerina non si può resistere, neanche davanti all'icona di di Lucio Battisti.

giovedì, marzo 20, 2008

SE MI DIRETE ADDIO, VI CAPIRO'

Come ben sapete, guardo tutta la tv da evitare, quella che solitamente fa schifo o che è seguita da un pubblico di poche pretese, un pubblico che vuole solo evadere dal quotidiano. Che poi si litighi o ci si scanni come nelle peggiori famiglie, poco importa: l'importante è che ci sia di che chiacchierare e il gioco è fatto.
Però, almeno io, Miss Dickinson, riesco quesi sempre a rimanere distaccata di fronte a qualsiasi cosa, non mi lascio coinvolgere e dico sempre per prima che comunque è tutto finto e che è inutile illudersi più di tanto.
Però, e ora lo so che mi toglierete anche il saluto, l'altro giorno a "Uomini e Donne", la parte romantica di me che solitamente non esiste, è uscita prepotentemente fuori piena di vergogna.
Tutta colpa del tronista Giovanni Conversano che ha lasciato il seggiolone dopo l'arrivo del suo amore, Serena Enardu, ex tronista che lui corteggiava mesi fa, che pur essendo invaghita di lui, preferì non sceglierlo a causa del suo carattere, diciamo così, troppo espansivo.
Ma, a volte, anche nei peggiori film, l'amore trionfa sempre, dunque l'incontro definitivo tra i due, complice anche una colonna sonora più che appropriata, ha sciolto il cuore di un donnino che di solito sogghigna e non si lascia trascinare dal pathos made in Cinecittà.
E con questa mia ammissione, per la quale forse non passerete più da queste parti, faccio a tutti voi tanti auguri di Buona Pasqua, sperando che trascorriate dei giorni felici e pieni di gioia.
Io il video lo metto qui sotto, fate voi.


martedì, marzo 18, 2008

ATTIVITA' MANUALI E PRATICHE


Dopo aver assitito alle varie copulazioni televisive, il Grande Fratello edizione 2008, ci ha offerto qualcosa anche di peggiore.
Naturalmente l'edizione ripulita del pomeriggio e della sera si è guardata bene dal mandarlo in onda o anche soltando di farne mezza parola, ma i preziosi Gialappi hanno rimediato prontamente.
Come dire, Roberto e Lina, sotto le coperte, hanno dato vita a qualcosa che non si vede ma si capisce. Tanto che, immediatamente dopo, quel gran signore del cummenda, si è precipitato dagli amici di reality a raccontare quello che LEI, aveva appena fatto a LUI. Tanto per capirci, vi dico che uno dei ragazzi ha usato questo grazioso nomignolo di "Lina manolesta", e con questo dettaglio credo di avervi illustrato la faccenda.
Ci credereste? Meglio la copula silenziosa, quella raccontata per spiegare una cotta estemporanea, una passione bruciante (sì, perchè alla fine tutti raccontano tutto, e poi, ricordiamoci che le telecamere riprendono sempre e comunque), piuttosto che una vanteria da bar, coprendo Lina di ridicolo.
Nel serale non hanno fatto parola di questa cosa, però hanno continuato a far apparire Robero come quel gran simpaticone che poco ci azzecca con l'immagine reale che la Gialappa ci ha offerto sere fa.
Se fossi la mamma di Lina mi sarei impiccata, anzi, forse prima avrei impiccato lei per questa imperdonabile leggerezza e soprattutto per aver scelto quel cretino di Roberto, come oggetto delle sue attenzioni, diciamo così, manuali.
Vi lascio il video di questo momento di televisione educativa: quando il reality fa male, anzi, malissimo.


domenica, marzo 16, 2008

LA REGINA DEGLI IGNORANTI

In questi giorni mi è capitato di imbattermi un una trasmissione Rai, "Tv Talk", proprio nel momento in cui stavano analizzando i dati auditel di "X Factor" e "Grande Fratello", in onda tutti e due di lunedì.
Secondo LORO, la trasmissione della Ventura ha prevalentemente un pubblico di laureati, di acculturati e di gente seria, aggiungo io.
mentre il Gf si acontenta degli ignoranti, persone con un livello culturale più basso, la feccia, televisivamente parlando, riaggiungo io.
Ebbene, io rappresento una fetta della feccia.
A parte tutto, ora dobbiamo avete queste divisioni cultrali, anche nel momento in cui accendiamo la tv. Adesso, quando mi sintonizzerò sul "Grande Fratello", saprò che qualcuno rileverà il mio grado di istruzione e per i signori che monitorano gli ascolti, sarò una delle tante zoticone che seguono la Marcuzzi e compagnia bella.
Per ripulirimi un po' l'immagine, mi sa che dovrò dare una sbirciatina alla Simona Ventura, se non altro, per i suddetti signori ,apparirò come una laureata o una libera professionista.
E' assurdo anche solo dirla una cosa simile. Ma come si fa?
Per quanto mi riguarda è chiaro che il mio gusto televisivo è altamente discutibile, ma non sono del tutto sicura che la prevalenza di telespettatori che seguono Canale 5 il lunedì sera, sia quasi tutta composta da persone più tendenti all'ignoranza che alla cultura. Così come non credo che gli spettaori di "X Factor" siano per la maggior parte laureati o giù di lì.
Comunque è impressionante questo bisogno di suddividere in categorie anche gli spettatori televisivi.
In pratica, hanno detto, tra le righe, che gli ignoranti guardano il Grande Fratello mentre i cosiddetti colti, preferiscono di gran lunga, la profondità e le canzoni di "X Factor".
Alla luce ti tutto ciò, vi consiglio di fare attenzione a quello che seguite alla tv, perchè LORO sanno tutto di voi. Ma soprattutto, se siete tra coloro i quali spippolano col telecomando e si soffermano sulle ciofeche, sappiate che potreste essere marchiati a vita.
La Regina degli Ignoranti vi ha avvisato.


giovedì, marzo 13, 2008

COME IL CAVOLO A MERENDA

Ho già parlato di Platinette e non ho avuto certo parole di simpatia per lui, ma dopo aver visto per caso queste immagini ed essermi resa conto che sul pulpito di Amici ci sta come il cavolo a merenda, credo che non mi arrabbierò più.
No, dico, capisco la voglia di trasgredire e di
mettere la sua faccia su un giornale rivolto ad un pubblico gay, ma era davvero necessario mostrarsi così conciato e con l'aria lasciva?
E ora che ho visto questa sua nuova e inutile versione, anche i suoi interventi ad Amici mi appariranno sotto una luce del tutto diversa. Non si può proporre quest’uomo in un programma che dovrebbe far crescere dei talenti, e costringerli a disquisire con un 50 enne che ha deciso che spogliarsi per un giornalino è la cosa migliore da fare.
E non è per moralismo, si tratta solo ritenere questo passo oggettivamente inutile. Direte voi, che ne sai tu se per Platinette aver fatto questa cosa in realtà non sia una nuova linfa vitale per la carriera?
E’ vero, io non lo so, però sono certa che dopo aver visto queste foto nessun
produttore cinematografico gli offrirà un ruolo nel prossimo film di Ferzan Ozpetek e nemmeno Helmut Newton lo contatterà per un servizio di moda.
Sono contenta che abbia fatto pace col suo corpo perché è una cosa molto importante, ma fossi stata in lui avrei festeggiato questa cosa in modo un po’ diverso.
Forse avrei cambiato colore alla parrucca oppure, che so, avrei aperto un blog.
Sinceramente, se il suo sogno è fare la giornalista con la cofana bionda, "come una specie di Angela Buttiglione ai tempi d’oro", questo mini spogliarello non è stata la cosa più sensata da fare.
Ma anche se non volesse fare la giornalista, dico la verità.

martedì, marzo 11, 2008

TROPPE ARIE

Per i giovani attori italiani, una delle regole fondamentali è: prendersi sul serio.
Ogni ruolo è un tuffo nell’ignoto e durante le interviste spesso raccontano di quanto sia difficile uscire dal personaggio dopo una estenuante giornata di lavoro.
“Questo mestiere”, come dicono tutti coloro che fanno spettacolo, li porta a vivere appieno il ruolo che interpretano. Tutte cose drammatiche, peraltro, perché l’attore italiano che si gonfia come un pavone nell’intervista al settimanale, non sceglie mai ruoli brillanti.
Salvo poi correre in America per le particine di 3 decimi di secondo, accanto al divo di film demenziali. Oppure morire dopo mezzo minuto per mano di 007, tanto per dire.
In quel caso, l’impersonificazione totale va a farsi benedire, Hollywood ha aperto loro la porticina del cane, quindi si china la testa e si va avanti.
Io sono una patita del cinema italiano perché è quello che preferisco, però questi attori nostrani, diciamo la verità, farebbero bene a scendere un po' dal piedistallo. Soprattutto rendersi conto che, sì, il loro contributo all’arte è importante e indispensabile, però non mi risulta che abbiano ancora salvato il mondo dalla piaga della povertà. O forse lo hanno fatto e non me ne sono accorta.
Attori come Anthony Hopkins, Marcello Mastroianni, hanno definito il loro lavoro una semplice “professione”, senza nessuna paura di apparire normali.
Credo che recitare non sia proprio “normale", in realtà, ma nemmeno una specie di dono che ti eleva ad un livello superiore rispetto a tutti noi.
Una leggerissima spennellata di simpatia, una spruzzata di modestia e una risatina di tanto in tanto, non solo non rovinerebbe loro la reputazione, ma forse li farebbe anche apparire più simpatici.
Darsi delle arie alla fine non paga, ma vai a farglielo capire.

domenica, marzo 09, 2008

IL CRIC DELL'UMORE

In questi giorni, mentre tornavo mesta mesta dalla banca, mi è capitato di riascoltare un vecchio cd che la mia sorella blogger aveva masterizzato una manciata di anni fa.
Come spesso avviene al mio ritorno da quel luogo di disgrazia, sono abbastanza triste e depressa, ragion per cui, un po' di buona musica non può far altro che rallegrare il mio spirito tapino e affranto.
Ed è allora che ho riascoltato un pezzo che, inaspettatamente, ho deciso di inserire al primissimo posto nella mia lista personale delle canzoni d'amore.
Io che non sono per nulla romantica, mi sono trovata a vivere le emozioni di questa cantautrice sconosciuta ai più, che in una canzone ha raccontato uno spaccato di vita in maniera, secondo me, semplice ed efficace.
Come descrivere la fine di un amore? Paola Massari ha scelto le parole giuste, le ha misurate con abilità e ha creato questo piccolo gioiellino che è "Resta mio".
Nell'ascoltarlo ho anche avuto un moto di commozione, ma ora non so più se perchè avevo dato una sbirciatina al mio estratto conto, o per le parole toccanti della cara Paola.
Rimane il fatto che costei, ex moglie di Claudio Baglioni, nel 1994 compose questo piccolo capolavoro(il testo, se ci fate caso, parla di lui e della fine del loro amore), che in quel giorno di mestizia, mi ha accompagnato per un po' sulla strada del ritorno.
Ho pensato al suo dolore di donna tradita e ferita e al mio di donna col conto in rosso e un finanziamento da finire di pagare.
Ma mentre la ascoltavo cantare e la mia mente seguiva il filo del suo discorso, mi sono accorta di quanto la musica faccia bene a volte nei momenti sciagurati nei quali vedi davanti a te un mucchio di macerie e nessuna voglia di ricostruire.
Uscire dalla banca maledetta e farsi cullare dalla voce roca della Paola, mi ha fatto riscoprire una canzone che ho sempre amato e ha fatto sì che dimenticassi la faccia a culo del cassiere che mi ha ricordato un piccolissimo particolare che sapevo anche da sola, senza la sua velata e inopportuna tirata d'orecchie.
Salita in macchina, ho acceso l'autoradio e la musica mi ha accompagnata a casa.
E dopo la Paola c'era Ligabue con "L'odore del sesso".
A quel punto il cassiere dalla faccia a culo e il mio conto che vive un momento difficile, sono davvero diventati due puntini lontani, minuscoli e sempre più invisibili.





venerdì, marzo 07, 2008

IL TENERO CUORE DEL PROF

Il post settimanale su Amici ormai è un’immancabile consuetudine, anche perché quest’anno è un’edizione che offre spunti come se piovesse.
Stavolta, parliamo di Garrison.
Ho sempre pensato cose molto positive di lui, in primo luogo che fosse un portatore sano di genuina simpatia e di istinto paterno a iosa.
Oggi però lo vedo diverso, sarà per questa cosa della divisione a squadre, ma assistere a tutte le sue faccine quando si esibiscono Susy e Giulia, inizia a diventare fastidioso.
Capisco il suo tenero cuore di professore dalla lacrima facile, ma provate a farci caso. Nel momento in cui, Susy inizia ad ancheggiare, ecco che un sorriso compiaciuto appare di incanto sulla faccia di Garrison. Ma non quel compiacimento sano, orgoglioso, vero, Nel suo caso è portare acqua al proprio mulino, anche perché non è possibile che sia Susy che Giulia, da quando è stata decisa ques
ta divisione, non abbiano mai sbagliato un colpo.
Invece Francesco, secondo Garrison, non ne azzecca una. Anche se tecnicamente è decisamente superiore, in ogni esibizione manca di qualcosa, non si capisce il perché. E magari fino a novembre era il migliore tra i ballerini.
Garrison ride o piange. Eleva la sua squadra alla massima potenza, anche se Giulia è fisicamente inadatta a impersonare una tanguera, per lui è commovente e dovrebbe ballare con Joaquin Cortes.
E dico questo, cari simpatizzanti della squadra Bianca, perché ormai è chiaro anche agli orbi che Garrison ha l’obiettività un po’ annebbiata.
Senza nulla togliere
alla sua professionalità, sta uscendo fuori da ogni logica visibile anche ai non addetti, come me.
Susy è sexy e Giulia emoziona come nessun'altra.
Francesco è bravo, diligente, dotato, all’altezza sempre e comunque, ma secondo Garrison, lo annoia.
Ammetto di tifare per i Blu, ma ciò non toglie che spesso e volentieri, tanta è la voglia di demolire la squadra avversaria, che anche gli insegnanti perdono di vista la realtà oggettiva delle cose.
Sei un talento perché stai dalla mia parte, oggi ad Amici funziona così.

giovedì, marzo 06, 2008

L'ALTRA DONNA HA SEMPRE RAGIONE


Lo confesso: domenica scorsa ho visto qualche stralcio di Buona Domenica, proprio nel momento in cui , Clelia Patella, ripeteva di essere stata l’amante riconosciuta di Roberto Mercandalli, concorrente in corsa al Grande Fratello e fidanzato da 9 anni.
La storia è sempre la solita: la tipa, Clelia, (che io ricordo solo per lo spot del cioccolato Novi, quello nel quale ci sono i due fidanzati nella baita in montagna, e lei molto simpaticamente, prende a guancialate il suo povero ragazzo occhialuto, prima di dire la battuta strafamosa:” Svfizzero? No, Novi!”) ha ribadito la veridicità del suo vecchio rapporto, ormai finito, col concorrente.
Ma la cosa c
he mi ha lasciato perplessa, è stato l’atteggiamento del cast della trasmissione.
Tutti a difendere questa ragazza, sminuendo in maniera preoccupante la figura della fidanzata, ventilando bieche ipotesi e proteggendo questa tizia quasi che lei fosse la vera vittima, se mai ce ne sia una, della situazione.
Ma ancora di più mi ha sorpreso la presenza sui trespoli, a commentare questa spinosa questione, di Selvaggia Lucarelli.
Proprio lei, che ha sempre sputato sul piatto dei contenitori domenicali, ancor di più su quello di Canale 5, e ora, solo perché non c’è più Costanzo, ha deciso che in realtà non sono poi così tanto male.
E, credetemi, io che sono di stomaco forte, ho trovato orribile assistere a questa difesa del tutto inopportuna nei confronti di Clelia. Una ragazza che ogni domenica se ne va in una
trasmissione televisiva a raccontare di una relazione passata con un ragazzo fidanzato da sempre, per il solo gusto di apparire in tv, secondo me avrebbe ben poco da essere difesa e spalleggiata.
Ma Paola Perego e i suoi fidi scagnozzi, proteggono chiunque porti a loro qualcosa in termini di ascolti, e in questo caso, una donna che racconta di una relazione con una persona già impegnata, evidentemente, sembra loro una passeggiata di salute.
E pensare che c’è stato chi ha gridato allo scandalo, quando Rocco Siffredi è stato ospite a “Quelli che il calcio”. Danno fastidio i doppi sensi, disse qualcuno, mentre invece sentire questa Clelia che rivendica di aver contribuito ad un tradimento, con l’ausilio del mezzo televisivo e spalleggiata da un branco di personaggi compiacenti e inutili, è quasi come prendere la benedizione Urbi et Orbi la mattina del giorno di Natale.

martedì, marzo 04, 2008

SCUSA, MA SEI ARRIVATO SECONDO

Tutti a parlare di Moccia e del fenomeno “Scusa ma ti chiamo amore” e tutti ad analizzare la questione raccontata da Bova e la Quattrociocche.
Però in pochi si sono accorti che un’altra pellicola, del tutto ignorata dalle masse, ha esplorato prima del solito Moccia, che ormai basta che scriva la lista della spesa che nasce un caso letterario da trasformare immediatamente in film, la stessa tematica, ma all’incontrario.
Lei 27 anni, lui 15.
Cardiofitness” è arrivato prima, però non ha avuto nessuna pubblicità e probabilmente nemmeno un’adeguata distribuzione, ragion per cui, nessuno ha mai fatto menzione del libro scritto da Alessandra Montrucchio dal quale è stato tratto il film.
La cosa strana è che, nel marasma di articoli sul film di Moccia, la miriade di recensioni e i dibattiti vari che ho visto in tv, non c’è stato nessuno che si è preso la briga di fare un confronto. In “Cardiofitness” ci sono Nicoletta Romanoff e il giovane Federico Costantini, volto nuovo che secondo me doveva essere lanciato in maniera più adeguata, che si incontrano e si innamorano.
Ma si sa, il più forte vince sempre, quindi Federico Moccia ha avuto la meglio, grazie soprattutto ad una distribuzione degna di nota, un battage pubblicitario altrettanto
forte, e un attore come Raul Bova che attira spettatori come Aida Yespica attira SilvioCribbio.
Ed è così che “Cardiofitness”, film giovane per i giovani, con attori simpatici e con una storiella fresca e mai morbosa, diventa quasi una pellicola di nicchia.
Anzi, forse sarà uno di quei film che Canale 5 trasmetterà in estate, quando tutti saranno in vacanza e nessuno avrà voglia di stare in casa a guardare la tv.
Moccia percorre sentieri innovativi e insidiosi, dicono, peccato che qualcun'altro ci sia arrivato molto prima di lui.
Solo che in molti non se ne sono accorti.

domenica, marzo 02, 2008

CALDO COME UN LASTRONE DI GHIACCIO

Si chiama Jack Vanore ed è uno dei tronisti in auge in questo momento, a “Uomini e Donne”.
La sua caratteristica è la sensibilità, tutti dicono che è un giovanotto d’altri tempi e se un bonazzo come lui ancora arrossisce per troppa timidezza, allora vuol dire che sotto quel corpo modellato e muscoloso si cela un animo più che nobile.
Mi sento di dissentire da questa affermazione, e quando sento questo torsolo, al quale si propongono un sacco di ragazze speranzose di possederlo soprattutto fisicamente, che continua a ripetere come un disco rotto che prima di baciarne una deve assolutamente conoscerla meglio, mi cadono braccia, ginocchia e tutto il resto. La sua frase ricorrente è: “ci stiamo solo conoscendo”, e getta secchiate d’acqua gelata sui bollenti spiriti delle fanciulle corteggiatrici.
Ed è pure ridicolo quando dice, a 25 anni, che il bacio è importantissimo e che non ama darlo al primo appuntamento. Tutto questo solo in tv, voglio sperare, perché è impensabile crederlo nella vita di tutti i giorni.
Suppongo sia capitato a qualcuno di voi (a me si, lo ammetto) di baciare una persona pochissimo tempo dopo averla c
onosciuta..
E non ci vedo nulla di male, tra l’altro, specialmente assistendo alle “esterne” di questo Giacomo in arte Jack (si indispone moltissimo quando le ragazze lo chiamano con il suo nome di battesimo, sic!), dove un torsolone muscoloso e bello, schiva le labbra delle corteggiatrici con la stessa determinazione con la quale Bud Spencer sfidava i cazzottoni.
Per quanto mi riguarda, un lastrone di ghiaccio e Jack Vanore mi provocano il medesimo turbamento fisico.
Non ci sono le vampate e nemmeno pensieri impuri, si sbadiglia, si guardicchia e si preferisce assolutamente passare oltre.
In parole povere, ci facciamo due palle così.

venerdì, febbraio 29, 2008

INCANCELLABILE

Di Loredana Bertè è facile parlare, anche perché lei come artista ha dato tantissimo alla musica e come donna altrettanto a noi pettegoli incalliti.
Però ora basta, dico io, basta usare la sua immagine fortissima per far parlare di questo Festival di Sanremo in bilico e mascherarsi dietro al solito discorso, secondo il quale, Loredana è una persona sensibile e vera ed è giusto che ancora si esibisca all’Ariston nonostante la squalifica.
Se al suo posto ci fossero stati Tricarico o Zarrillo, sicuramente non sarebbe stata usata la stessa manina delicata, anzi, fuori a calci nel sedere e vergognatevi per quello che avete fatto.
Tutto questo muoversi in punta di piedi per Loredana Bertè, lo capisco fino ad un certo punto. Lei è stata quello che è stata, però a mio avviso, proprio perché ha un passato di tutto rispetto, dovrebbe darci un taglio e piantarla di fare le piazzate che fa.
Okay, non sta bene. Ma non pensate che a trattarla con commiserazione come stanno facendo in molti nell’ambiente, altro non fanno che rendere il suo disagio ancora più evidente?
Ormai la sua carriera, e mi dispiace dirlo, è probabilmente finita, ma la cosa è del tutto normale. Loredana è stata un’icona degli anni 80 e questo nessuno potrà mai negarlo.
E proprio in virtù di questo trascorso, ci vorrebbe più rispetto per lei e per i suoi problemi e non usarla come specchietto per le allodole, in un Festival moscio, con ascolti scadenti e con un cast più all’altezza di una festa di piazza che di una kermesse di questo tipo.

giovedì, febbraio 28, 2008

UNA LACRIMA SUL VISO

Quante volte mi sono chiesta, guardando le varie edizioni del Grande Fratello, se davvero tutte le lacrime che allagano la Casa, siano vere o false.
Anche ieri sera abbiamo assistito ad un piagnisteo generale per l’eliminazione di questo o quella concorrente, e giù tragedie greche e volti rigate come se stessero al funerale di un parente prossimo.
Ed è stato proprio nel vedere quel dolore televisivo, che mi sono chiesta se anch’io, là dentro, mi sarei comportata allo stesso modo. Possibile disperarsi così per una persona conosciuta un mese fa?
Secondo me si, anche perché quando vivi a strettissimo contatto con delle persone 24 ore su 24, credo scatti una specie di senso di famiglia e qualcuno del gruppo, per forza di cose, diventa il tuo punto di riferimento.
Spesso, lo ammetto, ho preso un po’ in giro queste manifestazioni di amicizia estemporanea che magari durano il periodo della permanenza nella Casa, poi una volta fuori, ognuno per la sua strada. Però mi sono anche resa conto, ad esempio, in vacanza, che i rapporti che stringi in determinati contesti, lì per lì ti appaiono fortissimi ed eterni, salvo poi svanire immediatamente dopo il rientro alla vita di tutti i giorni.
Ieri sera si sono viste manifestazioni di affetto o chissà cosa, talmente forti, da lasciare sinceramente un po’ basiti.
Qualcuno, a dire la verità, un po’troppo plateale, qualcun altro, più discreto e sinceramente affranto e l’impressione che ho
avuto è che là dentro si stringono dei rapporti apparentemente saldi e allo stesso tempo fragili come un bicchiere di cristallo.
In pratica è come succede nella vita reale, dove le amicizie sembrano indistruttibili e poi, alla prima difficoltà, ecco che il tutto si sgretola come l’ecomostro sotto le ruspe del comune.
Ma nel Grande Fratello l’importante è chiarire, poi c’è la Marcuzzi che mostra i filmati dell’ultimo pettegolezzo e tutto si risolve in una bella litigata chiarificatrice che dovrebbe placare gli animi e riportare l’armonia.
Salvo poi vendicarsi con le nomination, dicendo che “io e lui non ci siamo capiti, quindi lo nomino perché è la persona con la quale mi sono trovata peggio”.
E quest’anno ci siamo salvati perché non c’è nessuna maialona e nemmeno il capo branco a guidare spedizioni bulle ai danni del più debole.
Si piange ogni lunedì e di copulare non se ne parla neanche, direi che questa edizione la ricorderemo come una delle migliori in assoluto.

mercoledì, febbraio 27, 2008

ORMAI E' FATTA

Se qualcuno ancora non se ne fosse accorto, Fiorello è lo showman italiano più bravo in assoluto.
Ma proprio il migliore, senza ombra di dubbio, è colui che può permettersi di propinarci una battuta qualsiasi, anche la peggiore, che tanto il pubblico riderebbe ancor prima di averla sentita. E lo dico perché i 2 ultimi spot (1 e 2) che lo vedono protagonista, e credo di non dire una bugia, fanno ridere quasi quanto fa ridere Mario Tozzi quando ci rivela che la nostra amata terra è in serio pericolo.
Però, come dire, Fiorello è simpatico e ormai non ce n’è per nessuno, quindi, anche se qualche volta ci propone uno sketch un po’ stiracchiato, non sentiremo mai nessun telespettatore che si lamenta e dice che, forse, avrebbe potuto regalarci qualcosa di meglio.
Vale lo stesso principio delle cosiddette “blogstars”, che se scrivono, ad esempio: “oggi la stipsi mi ha abbandonato e sono andato di corpo 4 volte”, fateci caso, i commenti supereranno quota 100.
Ormai è fatta, hai la reputazione alle stelle e ti viene perdonata qualsiasi schifezza tu possa partorire.
E nel caso di Fiorello, diciamocela tutta, è superlativo in tutto quello che fa e mi sembra che si veda che ha la piena consapevolezza del proprio valore.
E’ talmente bravo che oggi, anche se dice un' Ave Maria in latino, la gente si scompiscia dalle risate e a questi livelli, onestamente, rimanere sempre fedele a se stesso e soprattutto con i piedi per terra, non è proprio così facilissimo.

martedì, febbraio 26, 2008

YES WE CAN


Dopo una lunga (per modo di dire) assenza, dovuta a weekend e connessione fantasma, eccomi a voi per parlare, come tutte le settimane, del talent show meno talent show nella storia dei talent show: "Amici di quella buona donna di Maria De Filippi".
Nello specifico, di Giulia, la Alex di questo nostrano Flashdance, che ci delizia ogni domenica con i suoi interventi tremolanti, durante i quali il sottofondo di "Yes we can" ci starebbe come il cacio sui maccheroni.
Lei è carina, lo so, però ho come l'impressione che stia seguendo molto l'onda della commozione generale, anche perchè avendo 18 anni, ha quasi sempre la lacrima in tasca.
In più, ci si mette pure Garrison che piange ogni qual volta la ragazza proferisce parola. E lei lo sa, perchè parla sempre di "cuore", "emozioni" "cervello", marcia molto sul fatto che non avrà il fisico, ma madre natura le ha dato un cuore grande così.
In tutto questo, il pubblico esplode in applausi scroscianti e lei, bellina e dolce come un Mon Cheri, sorride con l'aria di colei che è riuscita a prendersi lo studio in pugno.
Nel frattempo, l'intera commissione, magari anche a ragion veduta, inizia a massacrare Gennaro, mentre Giulia (che ha chiesto scusa al maestro Iancu per un'intemperanza e solo per questo è stata elevata a beata, futura santa) quasi quasi è diventata anche alta 1,80 per 50 chili di peso.
Lei è piccola, non ha il fisico adatto, e risponde alle critiche velenose ma oggettive di Alessandra Celentano, con il sorriso sulle labbra.
Una serie di dettagli che potrebbero portarla sul podio, in barba a tutte le regole non scritte, secondo le quali una ballerina deve essere filiforme e di coscia secca.
E poi, siamo sinceri, "Yes we can" non sarebbe stata cantata caso.

giovedì, febbraio 21, 2008

BABBO NATALE ABITA A ROMA

E’ chiaro a tutti che "Striscia La Notizia" esiste, oggi, anche per infangare, smascherare, fate voi, in special modo le magagne di Mamma Rai.
Lo abbiamo capito, così come abbiamo capito che “Affari tuoi” per Antonio Ricci è come per Regan de “L’esorcista”, il crocifisso di padre Karras.
Però sono dell’idea che a un certo punto, si debba anche gettare la spugna, o almeno, smettere di sputare veleno contro il diretto avversario.
Anche perché, diciamocela tutta, se ci sono così tante persone che scelgono di sognare con i pacchi di Flavio Insinna, in fondo che male c’è?
Valerio Staffelli, che detesto quando chiama tutti “sior”, con quell’aria a presa per i fondelli, ha raccolto testimonianze su testimonianze, ha interpellato associazioni e avvocati, ma la trasmissione continua ad andare spedita per la sua strada.
E va bene, è una truffa, così dice Ricci e così tutto lascerebbe presupporre. Però gli italiani lo seguono, aspettano che la loro vita cambi grazie al pacco milionario, anche se Striscia si ostina a dircene di tutti i colori.
E non lo fanno per il nostro bene, questo è chiaro, però nessuno ascolta le loro rivelazioni sconcertanti, le signore, le ragazze, gli uomini, i giova
ni, ancora sperano in una chiamata per cambiare le loro vite.
Poi, fa niente se è tutto pilotato e se i vincitori finti sono parenti e amici degli autori o dei produttori della trasmissione. Che Ricci la pianti e lasci chi ancora finge di credere alla mano del destino e che un pacco possa modificare l’esistenza di qualcuno.
Da parte del pubblico non c’è rimessa economica, qualcuno si è fatto qualche giorno di vacanza e male che vada ha salutato in tv “tutti quelli che lo conoscono”.
Credere in Babbo Natale e in Flavio Insinna in fondo è quasi la stessa cosa.

PROBLEMI DI INTONAZIONE ?

Grazia di Michele è una insegnante di canto, così dicono ad Amici e ci posso credere senza avere alcun diritto di dubitare.
Però ho sempre pensato che se qualcuno ti insegna a ballare, almeno qualche passetto di danza lo deve pur saper fare. Ma anche qualcosa di più, direi.
Fioretta Mari insegna anche dizione, infatti parla senza nessuna inflessione toscana, così come Patrick Rossi Gastaldi è un attore o Steve LaChance balla o almeno ha ballato e anche bene.
Luca Jurman, quel gran pezzo di marcantonio, canta, lo so perché qui ci sono le prove e poi la Monicanta lo sa anche meglio di me.
Ma Grazia Di Michele, che sta lì a sindacare la “sporcatura della voce”,”l’intonazione” “il timbro” “l’imprecisione”, e via con tutte le paroline tecniche del caso, dovrebbe forse pensare a quando con la chitarrina a tracolla, va in giro a miagolare “donne candide donne che si arrendono”, con il coro che le supporta quel poco di voce che si ritrova.
Ascoltare la sua performance, dovrebbe rincuorare Marco , Marta, Cassandra, quei tre disgaziati della squadra blu di Amici, che lei quotidianamente massacra se solo perdono mezza nota per strada.
Qualcuno dirà che parlo così perché sono una sostenitrice della squadra di Jurman, ma ascoltando quel filo di voce che ha
la De Michele, ve la sentite davvero di ribadire che può permettersi di stare così tanto a guardare al capello?
Lei non è Luca Pitteri, questa donna dal vivo rantola, se ascoltate “Le ragazze di Gauguin”, sentirete un inizio stentato, inizio che se a farlo fosse stato Marco lo avrebbe crocifisso a Cinecittà e lasciato lassù per tutta la durata del serale.
Evidentemente i problemi di intonazione che tanto vengono evocati nel corso delle puntate, sono validi per tutti ma non per un’insegnante che può permettersi di stonicchiare e poi puntare il dito su chi lo fa sicuramente meno di lei.
E’ come il bue che da del cornuto all’asino, alla fine.

martedì, febbraio 19, 2008

A GAMBE IGNUDE

Visto le cose che scrivo, la musica che ascolto e tutte le cose che confesso da queste parti, credo che si sia intuito che sono alla moda, quanto Elisabetta Gregoraci sta in tv per meriti professionali. Infatti, in più trasmissioni televisive e spesso anche sulle riviste, ho scoperto che le vecchie calze, quelle velate color carne, o nere tipo vedovella lussuriosa, sono completamente passate di moda.
La tendenza, correggetemi se sbaglio, è la gamba nuda, altrimenti è quasi la conferma lampante che sei piena di buchi di cellulite e le calze, che un tempo portavamo tutte senza farci troppe seghe mentali, servono solo per contenere lo sfacelo.
Ora, io non porto le calze perché vivo in pantaloni e la sera non vado in discoteca, ma domando a voi, amiche e amici molto ben più mondani di me: sul serio la sera le donne escono a gambe ignude?
No, perché adesso qui da me fa decisamente freschetto e il pensiero di uscire di casa con un paio di sandali e i piedi liberi di congelarsi liberamente, sarebbe un’idea che mi porterebbe esattamente ad aver voglia di fare tutto il contrario.
In effetti, ho notato che oggi le ragazze portano solo le calze spesse e non più quelle velate che portavo io quando ancora mettevo la gonna.
Poi sento alla tv una polemica scherzosa sulle gambe e i collant, e la Simona Ventura che dice qualcosa tipo: "quando li metterò saranno quelli contenitivi e lo dirò pubblicamente, ma ancora non è il momento”. Quasi a demonizzare l’indumento che molti anni faceva sognare tutti gli uomini libidinosi. E lei che è della mia generazione farebbe meglio a non darsi tante arie da ventenne, capace la sera quando torna a casa ha dei geloni che nemmeno la mia povera nonna quando fuori era meno sette!

lunedì, febbraio 18, 2008

LE CANZONI DEL SABATO SERA

Mi ero ripromessa di non seguire mai, per nessun motivo la Rai 1 di Del Noce, ma ieri sera ho ceduto e non me ne sono pentita.
Innanzitutto, devo umilmente riconoscere che la conduzione di Carlo Conti ha ritrovato quel brio che fino a un anno fa era quasi una chimera. “I migliori anni”, è una trasmissione che parla di nostalgia musicale, proprio quella con la quale io vado a nozze, e ho trovato il presentatore più nero nella storia dei presentatori, assolutamente a proprio agio.
Ma non solo. Rivedere tutti in una volta, Lio, Gli Alunni Del Sole, i Collage, Marcella Bella, i Cugini Di Campagna, i Righeira, Paul Young e Christian, mi ha riportato indietro di una bella fettina di anni.
Credo sia comune un po’ a tutti, ma ogni volta che mi capita di riascoltare un pezzo indimenticabile, immediatamente mi riaffiorano alla mente ricordi che credevo ormai sopiti. Ad esempio, con “Cara” e “Everytime you go away”, ho rivisto colui che oggi è in carcere per presunto omicidio, mentre mi confessava che entrambi questi pezzi, lui li dedicava a sua moglie fedifraga, quella Katharina Miroslawa che lo tradiva con un altro uomo.
Direte voi, ammazza che romanticismo, eppure delle volte la mente fa dei percorsi così strani che nemmeno tu riesci a capirne il perché.
Risentire “Tu mi rubi l’anima” dei Collage e rivedere il cantante che alle elemntari io consideravo un bel ragazzo. M
a di questo non vi stupirete di certo, chi mi legge conosce alla perfezione i miei opinabilissimi gusti in fatto di maschiacci famosi..
E per ultimi, ecco arrivare i Righeira e lì proprio c’è stata l’apoteosi dei ricordi di gioventù.
Ragazzi, che vi devo dire, ieri sera, Carlo Conti mi h servita a dovere, il tuffo nel passato è stato a dir poco prorompente e piacevolissimo.
E si capiva tutta la mia triste gioia, perché con Nick dei Cugini ho improvvisato un duetto virtuale sulle note di “Anima mia”, e la Sara che era con me, può confermare tutta la mia nostalgica e lacrimevole felicità.
Sul divano, in pigiama a cantare con la televisione.
Vi lascio solo immaginare.

venerdì, febbraio 15, 2008

IL MODESTO TRUFFATORE

C'era una volta l'Italia dei preti canterini, quelli che andavano al Festival di Sanremo a cantare la canzoncina e immediatamente dopo tornavano a chiudersi nel loculo, pardon, convento.
Ricordo Frà Giuseppe Cionfoli e la sua chitarrina e ricordo anche la sua esperienza a L'Isola dei Famosi, durata, a dire tanto, una manciata di minuti sulla palafitta.
Ma colui che avrebbe meritato una parola in più, se non altro per l'originalità del soggetto, è l'ormai dimenticato padre Alfonso Maria Parente.
Qualcuno se ne ricorderà, era quel bel pretino con la barba e gli occhiali che partecipò al Sanremo del 2000 con la canzone clericalmente rockettara"Che mondo sarà".
L'intento era buono, il testo tipicamente da prete più moderno di Ratzinger, peccato che poi tante buone intenzioni siano svanite con il rovescio della medaglia.
Alfonso era, o forse è ancora, un truffatore, intascava soldi destinati ai bambini e aveva partecipato a Sanremo nella sezione giovani, dichiarando di avere 32 anni, quando invece ne aveva 38. Non si capisce come sia stato possibile tutto ciò, ma così fu.
Di lui non si sa più nulla, forse avrà fatto come Don Sante, altro gonnellone libidinoso che ha avuto il tempo, tra una messa e l'altra, di mettere incinta una fedelissima della Chiesa.
Alfonso non si è mai visto nelle trasmissioni tv a definire i contorni delle sue malefatte, e nemmeno a chiacchierare amabilmente con Milingo che raccatta tutto quello che va un po' oltre la comune concezione della chiesa.
Alfonso si è fatto la sua bella figurina di merda e si è dileguato chissà dove, evitando ospitate, negando a se stesso qualche eurino guadagnato quasi onestamente, e rinunciando alla popolarità del delinquente che di questi tempi in tv va per la maggiore.
Un plauso, dunque, ad un manigoldo timido, un truffatore che ha preferito farsi dimenticare piuttosto che cavalcare l'onda della galera che lo avrebbe portato da Mentana e Cucuzza a confrontarsi con Di Pietro e Meluzzi.
Un disonesto che non ci ha ammorbato, di questi tempi forse andrebbe ripreso in considerazione.
Se non altro per domandargli il perchè.





giovedì, febbraio 14, 2008

FATTI E DISFATTI

Essere belli piace a tutti, o meglio, piacerebbe a tutti, anche che per molti non è una cosa tanto semplice.
Ma i canoni di bellezza oggi hanno prospettive del tutto doverse da quelle di qualche tempo fa. Gli zigomi, ad esempio.
La moda li vuole sporgenti e gonfi, a me fanno un po’impressione, ma la Marini, la Ferilli e la Moric, per dirne tre, hanno deciso che con quelle palline nel viso sarebbero state più belle.
Poi ci si è messo anche Mickey Rourke, (QUI, com'era) ma lui ha esagerato in tutto ed è diventato il mostro che vedete.
Ma il massimo del rifatto, e qui il risultato è stato quello di un peggioramento clamoroso, è Hunter Tylo.
Ma davvero il suo specchio le rimanda la stessa immagine che vediamo noi?
Chi è stato il delinquente che ha deciso che per essere bella una donna deve per forza gonfiarsi i labbri come due gommoni?
Qui si sta parlando di volti completamente stravolti e di un’idea di bellezza che non si sa più se corrisponde ad una realtà oggettiva, o a una specie di moda dilagante lanciata da un disgraziato che giocato con la pelle altrui.
Eppure molte donne ci credono. Pensano che uno zigomo gonfio doni loro quel qualcosa che altrimenti mancava; o un occhio a cinese dia loro lo sguardo più magnetico e cancelli le tanto temute zampe di gallina; o una bocca pompata a dismisura, faccia venire agli uomini una voglia inconsulta di baciarla, lì, subito, anche se ad avercela è Silvana Pampanini, ad esempio.
Per non parlare del seno.
Mia zia ha dovuto asportarne uno per un tumore, capite bene, è finita sotto i ferri, ha sofferto e avrebbe tranquillamente potuto farselo ricostruire.
Ma la paura ha avuto la meglio ed ha rinunciato.
Le ragazze dello spettacolo, decidono di operarsi con la stessa tranquillità con la quale noi andiamo dal parrucchiere. Ho la seconda di reggiseno? Poco male, vado da Roy De Vita e mi regalo una quinta. Quindi, anestesia, dolori, convalescenza, rottura di palle.
E tutto in nome della bellezza che è indispensabile per lavorare.
Mi chiedo come cavolo ha fatto a diventare famosa Barbra Streisand che non è una bellezza (che se fossi un uomo baccaglierei anche oggi che non è più giovanissima) ma che il suo percorso lavorativo se lo è fatto comunque.
Che sia quel qualcosa in più che va anche oltre lo zigomo nuovo o le labbrone a canotto?

mercoledì, febbraio 13, 2008

UN UOMO SOLO E UN MASCHERONE DA ABBATTERE

I problemini di connessione che mi hanno afflitta in questi giorni, hanno fatto sì che perdessi l'impeto iniziale, quando avrei voluto dire, parlare, coprire di insulti, l'oggetto della mia antipatia incontenibile: Mauro Coruzzi, in arte, Platinette.
Non so se avete visto l'ultima puntata di Amici.
Costui, vestito e imparruccato da costei, sotto la regia infallibile di Maria De Filippi, ha attaccato duramente e per tutta la durata del serale, il benemerito Luca Jurman e la squadra dei blu da lui guidata. Ha tirato fuori quella vocetta squillante da checca inacidita e ha sgridato Maria Luigia come fanno solo le zie isteriche e mignotte e ha canzonato il professore, dimostrando palesemente tutta la antipatia, gemellata con quella di Maria, che prova per lui.
E a questo punto mi chiedo cosa rappresenta Platinette per la trasmissione e per la televisione tutta. Sta lì, forse, per una simpatica amicizia con i coniugi Costanzo, dimostrata anche dal fatto che se Maria guarda in cagnesco Jurman e gli rivolge a malapena la parola, lei/lui fa di tutto per metterlo in ridicolo e per dargli contro anche quando non è strattamente necessario.
Mentre per la Alessandra Celentano, arpia per finta e gradita compagnuccia della conduttrice, solo sorrisi e occhiatine mute di compiacimento. I cantanti guidati da Luca Jurman fanno schifo a prescindere, mentre Salsetta e Pasqualino ci manca poco che diventino i nuovi Frank Sinatra e Dean Martin del programma.
Amici quest'anno è arrivato alla frutta, grazie agli insegnanti, a quella specie di opinionista del serale che sarebbe Platinette e ai vari inciuci che anche Striscia ha finto di denunciare tanto per dare un po' di fumo negli occhi ai telespettatori che loro credono completamente rimbecilliti.
Rimane il fatto che Luca Jurman è un uomo solo, la parruccona una presenza sgradevole e palesemente Amica di Maria, e la conduttrice un'entità che sta perdendo clamorosamente quel popò di istinto materno che dimostrava nelle scorse edizioni.
E io che sto sempre dalla parte dei più deboli, faccio il tifo per i blu nonostante Marta e Cassandra, ma sono consapevole che probabilmente il vincitore di quest'anno sarà nell'altra squadra.
Almeno a sentire i vaneggiamenti di Platinette.