L'altro giorno, una mia carissima amica è andata a fare il provino da comparsa per una fiction che gireranno dalle mie parti, "Le Ragazze Di San Frediano". Le interpreti femminili saranno, Martina Stella, della quale ancora non si è capito il livello di recitazione, e Vittoria Puccini, della quale invece si è capito benissimo. Questa mia amica, è una gran bella ragazza, ma totalmente inconsapevole di esserlo. E' alta 1,70, occhi verdi, capelli scuri, lunghi e ricci, e se solo si atteggiasse come tante sgallettate, avrebbe tutti gli uomini che vuole.
Ma, torniamo al provino. Si è presentata, a differenza delle altre aspiranti, vestita in maniera molto sobria, con un paio di jeans e una camicetta attillata, una pensa, per essere un volto nella folla magari non servono tanti orpelli..
Bene, si palesa agli addetti al casting, e un tipo la squadra ben bene e dice: "Questa la vedo abbastanza dimessa, potrebbe fare una popolana..." Il collega, mosso da un impeto di generosità, sentenzia: "No no, facciamole fare la borghese..."
Il primo "esaminatore", non sembra convinto, per lui una ragazza alta, bruna, bella e in jeans è per forza DIMESSA, e non si schioda dalla sua opinione: "Ma con i capelli schiariti (la mia amica ha i capelli scurissimi e nemmeno l'ombra di un colpo di sole n.d.r.), come fa a fare la borghese, io la vedo meglio popolana."
Per farla breve, la mia amica ha ottenuto il ruolo di comparsa borghese, ma è tornata avvilita e scoraggiata.
E ora, mi chiedo: la definizione di "bellezza", si basa sulla reale avvenenza oggettiva, o se non protendi le labbra e non ti atteggi a puttanone, passi per la sfigata della situazione?
Comunque, per la cronaca, la mia amica, forse avrà a che fare con due interpreti maschili che le faranno passare la depressione: Giorgio Borghetti e Giampaolo "Coliandro" Morelli.
Mi sa tanto che io e Sara Sidle passeremo per caso da quelle parti...

























