Probabilmente questo post non lo leggerà nessuno, io sono di passaggio e il mio rapporto con il blog è attualmente sospeso per cause di forza maggiore.
In realtà sono qui per spiegare, anzi no, per mettere nero su bianco una realtà che, mio malgrado, mi sono trovata a vivere e della quale avrei fatto volentieri a meno.
A tutt'oggi mi sento di far parte della categoria dei "nuovi poveri", non che avessi mai navigato nell'oro ma adesso la mia vita è cambiata in maniera totale nell'arco di 4 mesi.
L'azienda per la quale lavoro con mia sorella da circa 10 anni, si è dimenticata di noi e ci ha lasciato da aprile senza stipendio. Il mio è un ruolo da esterna, lavoro a casa e in quanto tale non ho diritto ad una emerita cippa. Avrebbero potuto licenziarci a suo tempo, ma, come ci ha confessato con la faccia da simpaticone il nostro principale "purtroppo me ne sono dimenticato", e una volta partita la cassa integrazione per i dipendenti interni, non è stato più possibile (QUI l'articolo che parla anche di noi sciagurati "esterni").
Ragion per cui, ad agosto sono 4 mesi che non percepisco un euro, non vivo, mi macero e maledico colui che ci ha ridotto così. E mentre il suddetto, la vigilia di ferragosto se ne stava su una spiaggia assolata con famiglia al seguito, io mi trovavo alla Asl della mia città a parlare con l'assistente sociale per chiedere un aiuto economico dal comune. Non so se mi spiego.
Qualcuno dirà: ma perchè ci dici ciò? Ecco, un po' perchè avevo voglia di scrivere un rigo e l'unica cosa che mi sono sentita di fare è raccontare questo malefico periodo che sto vivendo. E poi perchè mi piacerebbe che il signor Luca Focosi, ovverossia il mio esimio principale, capitasse da queste parti e si rendesse conto di quanto la sua indifferenza e la sua negligenza possano far danni.
E comunque, questo è quanto. Il 2009 sta facendo schifo, io sono diventata povera, il mio babbo è stato male e ancora non è in perfetta forma e tutta la mia vita ha subito un cambiamento tale che stento quasi a credere che sia ancora la mia.
Questo blog l'ho aperto per rallegrare e rallegrarmi, oggi però, almeno per il momento, mi rappresenta poco ed è meglio se sto zitta piuttosto che raccontare rabbie, dolori, robe pallose, per capirci.
Dunque, ciao a tutti, se passate da queste parti. State sereni e godetevi anche quel poco che avete perchè alla fine tutto è meglio di niente e io sto facendo i conti proprio con quello.
Sara Sidle, che vive con me questa situazione, mi ha detto di abbracciarvi tutti uno per uno, io vi sbaciucchio con affetto e mi auguro di tornare presto ad ammorbarvi con le porcate dei vippazzi.
A presto.



















